"Lucia di Lammermoor" al Verdi con il soprano Aleksandra Kubas-Kruk

Tutto pronto al teatro Verdi per uno dei titoli più attesi della stagione: “Lucia di Lammermoor”, l’opera seria più famosa di Gaetano Donizetti. Il libretto, di Salvatore Cammarano, è ispirato a una novella di Sir Walter Scott ambientata nel XVI secolo. Lucia, una ragazza di nobile famiglia, si innamora dell’unico erede della casata rivale, Edgardo, e il loro amore viene osteggiato con l’inganno dal fratello di lei, Enrico. L’amore avrà la meglio sui giochi di potere, ma a carissimo prezzo, e la passione tra i due prevarrà anche sul senno e la ragione di entrambi.

Indiscussa la popolarità dell’aria “Il dolce suono” o “Scena della pazzia”, ripresa in diverse versioni pop, una delle quali figura anche nell colonna sonora de “Il quinto elemento” di Luc Besson. Celebre quanto struggente anche il gran finale “Tu che a Dio spiegasti l’ali”, annoverato tra i più bei brani tenorili di tutti i tempi.

L’allestimento del Verdi sarà orchestrato dal maestro Fabrizio Maria Carminati, per la collaudata regia di Giulio Ciabatti e le scene di Pier Paolo Bisleri. Per la prima compagnia di canto, il ruolo della giovane Lucia sarà interpretato da Aleksandra Kubas-Kruk, soprano polacco definita una tra le giovani voci più interessanti del suo paese, molto richiesta nei ruoli più complessi e virtuosistici quali la Regina della notte ne “Il Flauto magico” (al Bolshoi di Mosca), l’automa Olympia dei “Racconti di Hoffmann” alla Wroclaw Opera, (dove è artista stabile) e Violetta nella “Traviata” all’opera Baltycka di Gdansk. Il pubblico del Verdi l’ha già apprezzata nel ruolo di Gilda in occasione del Rigoletto che ha aperto la stagione 2016, e sarà proprio Aleksandra a raccontarci Lucia di Lammermoor, un personaggio in cui l’amore puro si tramuta in follia omicida: «Un ruolo molto impegnativo per me perché sintetizza una grande varietà di emozioni. Lucia è totalmente innamorata di Edgardo, combatte per questo amore ma viene forzata dagli altri a lasciarlo andare. Essendo molto giovane viene ingannata dal fratello Enrico, che la usa come pedina per far risorgere la loro casata. Un inganno che porterà a pazzia e tragedia».

Il Suo repertorio va da Mozart a Verdi e da Donizetti a Offenbach, autori che richiedono vocalità con caratteristiche diverse e a volte opposte. Come si raggiunge la versatilità nel canto?
«Non è semplice, non mi piace sovrapporre i ruoli e occuparmi di troppe cose insieme, ma allo stesso tempo non amo fermarmi. Mi focalizzo su un ruolo alla volta, magari preparandolo per un mese, cercando di mantenere la specificità vocale che richiedono i singoli autori. Per me è importante essere fedele allo stile e alla vocalità richiesta da ogni ruolo».

Il momento migliore della Sua carriera
«Tutte e tre le tre produzioni al Bolshoi: “Il Gallo d’oro” di Rimsky Korsakoff, “Il flauto magico” di Mozart e “L’enfant et les sortilèges” di Ravel, quest’ultima meno conosciuta ma comunque una grande produzione con costumi spettacolari. Ora aspetto con grande emozione “La traviata” al San Carlo di Napoli».

Non è la Sua prima volta al Verdi: come si è trovata a Trieste?
«Ho adorato il Verdi non solo per le persone e l’atmosfera magica, ma per lo spettacolo che si ammira dalle finestre. Credo che la vista sul mare di Trieste sia la migliore che mi sia mai capitato di scorgere da un teatro. Un piacere per gli occhi che rilassa e ispira prima di andare in scena. Adoro il teatro sia architettonicamente che per la sua acustica, ed è bello vedere come gli abitanti di questa città siano molto legati all’opera lirica, ho percepito in loro grande gusto e cultura musicale».

"Lucia di Lammermoor" andrà in scena da venerdì 23 a sabato 31 marzo nei seguenti orari:
Ven 23.03 ore 20:30 
Sab 24.03 ore 16:00 
Dom 25.03 ore 16:00 
Mar 27.03 ore 20:30 
Gio 29.03 ore 20:30 
Sab 31.03 ore 20:30 

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