Carolyn Carlson al Rossetti per il secondo appuntamento del festival "TSDanza 3.0"

Personaggio fondamentale nel panorama della danza, Carolyn Carlson da quarant’anni vanta un’influenza e un successo internazionale notevolissimi e – dopo aver contribuito in modo essenziale alla nascita della danza contemporanea in Francia e in Italia con il GRTOP all’Opéra di Parigi e il Teatrodanza de La Fenice di Venezia – continua a incantare il pubblico mondiale e, con la Carolyn Carlson Company (che dal 2014 è insediata a Parigi, al Théâtre National de Chaillot), a perseguire il suo personale approccio creativo, con l'obiettivo di presentare ogni anno progetti importanti e trasmettere il proprio repertorio ai più prestigiosi corpi di ballo internazionali.

Carolyn Carlson preferisce pensare alle proprie coreografie come “poesia visiva”: in effetti la sua è una danza votata alla filosofia e alla spiritualità, e sostenuta da una instancabile ricerca, da un pensiero artistico ampio e ricco di suggestioni.
Ce ne daranno prova i tre brani che compongono “Short Stories”, la serata in programma al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sabato 25 marzo alle ore 20.30 per la seconda serata del festival "TSDanza 3.0".

Le tre “piccole storie” del titolo saranno “Immersion", “Wind Woman” e “Mandala”, coreografie concepite fra il 2010 e il 2011.
In “Immersion” è la stessa Carolyn Carlson l’eterna «Water lady» protagonista della coreografia: incarna il gesto puro e unico come un’espressione del movimento acquatico nella sua metamorfosi infinita.
Al suono delle onde, la coreografa s’immerge nella sua fluidità, nella sua intensa presenza dalle profondità insondabili. Come in un preludio alla creazione di Eau – interamente dedicata al suo tema prediletto, l’acqua – Carolyn Carlson offre qui al pubblico la visione affascinante di una danza mossa dalla forza vitale dell’elemento naturale.
La suggestione della natura è al centro anche di “Wind Woman”, interpretata da Sara Simeoni. Il vento, che soffia e muta continuamente spazio, intensità e direzione suggerisce a Carolyn Carlson una riflessione sul senso dell’effimero.
La danzatrice ha ascoltato i respiri che ci circondano e che emaniamo noi stessi. “Wind Woman” è un invito a porsi all’ascolto e sentire il respiro del mondo e della propria anima.

Chiude la serata un lungo assolo interpretato da Sara Orselli, che da oltre un decennio danza con Carolyn Carlson.
Il brano si intitola “Mandala” parola che letteralmente significa “essenza”, ma che nella tradizione buddista e induista, indica anche una rappresentazione simbolica del cosmo.
Così fa questa danza, che affascina lo spettatore con il suo ritmo ipnotico, accompagnato dalla musica intensa di Michael Gordon. Evoca il cerchio dell’ensō, che simboleggia l’universo, ed assieme il gesto artistico perfetto, e si richiama agli agroglifi (motivi circolari apparsi nei campi di grano). Sono manifestazioni geometriche misteriose, che sembrano ricordarci le forze spirituali e sconosciute che ci circondano.

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