Martedì, 16 Luglio 2024
L'evento enogastronomico / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Riva del Mandracchio

Teranum, trionfo al Savoia con 400 persone: le storie dei viticoltori del Carso

Dall'azienda che continua la tradizione familiare dal 1800 a quella che lavora nel sociale con i cavalli, fino agli chef di ultima generazione. Un evento che ha raccontato un territorio unico, dove sapori innovativi incontrano i vini radicati nelle nostre tradizioni

La festa del vino rosso a chilometro zero e delle specialità carsiche conquista Trieste e richiama circa 400 presenze in poche ore all'hotel Savoia Excelsior. Si è infatti tenuto ieri “Teranum”, l’evento enogastronomico dedicato ai vini rossi di qualità del Carso e alle specialità della ristorazione locale, organizzato dall'Associazione dei viticoltori del Carso, in collaborazione con Gal Carso e i comuni del territorio. I produttori delle aziende agricole del territorio hanno lavorato in sinergia con gli chef, regalando ai presenti una pluralità di sapori, dai vini pregiati agli spezzatini da allevamenti sostenibili passando per le creazioni 'veg' fino ai gelati e alle confetture con frutta e verdura bio.

Non solo sapori ma anche storie di imprenditori che decidono di investire in un territorio a volte aspro e difficile, ma in grado di regalare frutti unici e rari. E' il caso di Grgic, un'azienda agricola con sede a Padriciano, "da generazioni avevamo mucche da latte - racconta il titolare Igor Grgic -, poi io ho voluto dedicarmi al vino, ho acquistato dei vigneti in zona San Dorligo / Dolina e nel '96 ho creato un'osmiza, che nel 2004 è diventata un agriturismo. Produciamo tre tipi di vino, refosco, rosso, malvasia. Lavoriamo senza usare prodotti chimici, già orientati verso il biodinamico, con tisane, alghe, batteri, sovesci, e produciamo i nostri salumi". Oggi Grgic è anche un maneggio e una società sportiva, che organizza passeggiate a cavallo e lavora con il sociale: "Collaboriamo con il Comune e varie cooperative e abbiamo accolto persone con disagi psichici lievi che, stando a contatto con i cavalli, hanno trovato dei benefici".

Interessante anche lo stand di Benjamin Zidarich, dell'omonima e nota azienda, l'ultimo erede di una tradizione familiare "che dura dal 1800. Produciamo vini artigianali, macerati con la buccia, vini che vanno in bottiglia due o tre anni dopo la vendemmia. Facciamo vitovska, malvasia, vini fermentati in tini di pietra e il terrano, che presentiamo all'evento". Zidarich ricorda che la siccità ha causato non pochi problemi ai viticoltori del territorio: "siamo dipendenti della natura - spiega -, si cerca di fare il meglio che si può perché ne siamo condizionati. Quest'anno c'era molto sole e caldo, quindi le viti hanno. Abbiamo avuto un 30 per cento in meno di produzione".

Molto spazio è stato dato anche alla gastronomia, con l'intervento di qualche noto chef. La locanda 'Crocevia' di Santa Croce ha portato al suo stand l'ex concorrente di Masterchef Davide Tonetti, che ha preparato una sorta di salsiccia di cragno con carne di coniglio, spuma di patate in tecia, cialda di pane nero aromatizzato al cumino e insalata di cappuccio leggermente speziata. Nello stand dell'Antico Caffè San Marco, invece, lo chef Manuele Vogiatzakis ha presentato la sua terrina d'agnello (dell'azienda agricola Antonic, presente all'evento e unico presidio slow food di carne presente in Fvg) con salsa di mirtilli, purè di patate ed erbe del Carso. Piatti definiti "innovativi e provocatori", i cui sapori sono stati degnamente esaltati da vini profondamente radicati nella tradizione.

Teranum, la festa del vino rosso | Foto Giovanni Aiello

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