Inizia domani il VI Congresso Nazionale sul "piede diabetico"

Dal 31 gennaio al 2 Febbraio presso l'hotel Savoia di Trieste si terrà il 6° Congresso Nazionale sul piede diabetico. Evento, che si realizza per la prima volta nella nostra regione, pone l'attenzione su una complicanza fortemente condizionante la vita del paziente diabetico. Prenderanno parte al Congresso specialisti del campo provenienti da tutta Italia e Opinioleader Europei. Le società scientifiche coinvolte comprendono diabetologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti, fisiatri, ortopedici, medici di medicina generale, podologi, presenti per discutere gli sviluppi scientifici ed organizzativi inerenti alla gestione di questa complicanza del diabete. Saranno inoltre presenti le Associazioni dei Pazienti diabetici sensibilizzate e coinnvolte nella diffusione della conoscenza del paziente stesso finalizzata alla prevenzione della complicanza stessa e delle sue conseguenze.

Il programma

Le diverse figure professionali coninvolte si confronteranno in sessioni dedicate per estrapolare le migliori opportunità terapeutiche per i pazienti diabetici affetti da tale patologia. L'importanza di affrontare questa tematica risiede nel fatto che Il Piede Diabetico (PD) rappresenta ancora ad oggi, nonostante gli intenti della Dichiarazione di Saint Vincent del 1989, la causa principale di amputazione d'arto non traumatica nel mondo. Il Piede Diabetico è definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità “condizione di infezione, ulcerazione e/o distruzione dei tessuti profondi del piede associate ad anomalie neurologiche e a vari gradi di vascolopatia periferica degli arti inferiori”. Le persone che sviluppano tale complicanza presentano una costellazioni di situazioni: perdita di sensibilità alle estremità, ridotto/mancato apporto di sangue al piede, concomitante presenza di malattia cardiaca e renale, che rendono la gestione complessa e forte rischio di esito infausto con perdita dell'arto.

La prevenzione prima di tutto

Prevenire lo sviluppo del piede diabetico e garantirne il tempestivo trattamento al fine di evitare le peggiori conseguenze, rappresenta uno dei principali obiettivi definiti anche dal Piano Nazionale Diabete (PND), approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel febbraio 2013, per il miglioramento nell’assistenza diabetologica in Italia. L'applicazione delle linee guida nazionali ed internazionali rappresenta ancora una forte criticità in relazione alle risorse e alle diverse realtà locali con il forte rischio di non garantire equità e appropriatezza di cura sul tutto il terrritorio nazionale e regionale.

Il rischio di sviluppare una lesione

Di fatto, il tasso delle amputazioni maggiori, esito fallimentare di tutto il piano diagnostico-terapeutico, rimane una citicità importate in molte realtà sanitarie regionali. Obiettivo condiviso delle istituzioni e delle società scienficihe è individuare strategie per migliorare l'assisitenza per ridurre il tasso di amputazione.
In Friuli Venezia Giulia, secondo gli ultimi dati regionali aggiornati al 31/12/2014, i casi prevalenti di diabete sono 81143, di cui il 47% di sesso femminile, meno del 10 per cento ha meno di 45 anni e due terzi 65 anni o più, mentre i nuovi casi anno sono risultati 4764. Attualmente si stima che l’incidenza di lesioni, nei pazienti diabetici, sia intorno al 2 per cento all’anno.Un paziente diabetico nel corso della propria vita ha un rischio tra 15 % ed il 25% di sviluppare una lesione al piede. L’ulcerazione al piede precede l’amputazione nell’ 85% dei casi. La presenza inoltre di ulcera impatta anche sull'aspettativa di vita del paziente riducendola rispetto alla popolazione generale.

I costi

Inoltre i costi diretti e indiretti per una patologia così invalidante sono molto elevati. In Europa una lesione che non guarisce entro 12 mesi costa oltre 20.000 euro , mentre il costo di un’amputazione maggiore è circa 25.000 euro. Il congresso sarà pertanto un'importante momento per la nostra Regione impegnata a migliorare i livelli assistenziali della cronicità e in particolare del diabete, come testimoniato dalla presenza al Congresso anche dei rappresentanti politici oggi conivolti nella riorganizzazione dell'assistenza diabetologica regionale.

Dottor Roberto Da Ros

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