Gli ambientalisti tornano in piazza: "Il clima ha gli anni contati"

Gli attivisti di Fridays for Future e numerose associazioni che denunciano i cambiamenti climatici si sono dati appuntamento in piazza Unità

La specie umana sulla Terra ha gli anni "contati". È questo l'ennesimo allarme lanciato dagli ambientalisti triestini che nel pomeriggio di oggi 9 ottobre si sono radunati in piazza Unità per denunciare i cambiamenti climatici che affliggono, in maniera preoccupante, il pianeta. Davanti alla deadline del marzo 2027 (mese che segnerà la data in cui alcuni fenomeni climatici, come la corrente del Golfo, rimarranno vittime di possibili cambiamenti dal carattere drammaticamente irreversibile) sono intervenute poco meno di un centinaio di persone.

La Terra in scadenza

"Guidata" da Dario Gasparo, biologo e conosciuto insegnante triestino, la protesta rappresenta a tutti gli effetti il ritorno in piazza del celebre Fridays for Future, appuntamento di sensibilizzazione che nei mesi scorsi a Trieste (ma non solo) era riuscito a catalizzare l'attenzione e ad innescare la partecipazione di diverse realtà associative in merito alle sempre più incombenti criticità climatiche del nostro pianeta. Durante l'evento sono intervenuti anche l'ex rettore dell'ateneo giuliano, Maurizio Fermeglia, il naturalista Nicola Bressi e Filippo Giorgi, climatologo del Centro di Fisica Teorica di Miramare e già membro dell'Intergovernmental Panel for Climate Change che nel 2007 vinse il premio Nobel per la pace.

Il grido di protesta

Tra i pochi rappresentanti dei partiti locali presenti c'era Andrea Ussai, del Movimento Cinque Stelle. In piazza si è infine vista anche l'associazione Zeno/Trieste Secolo Quarto (e "costola" di Tryeste, giovane novità politica che correrà alle prossime amministrative ndr). "Questo non è il momento per i politici di venire a dirci che ci sono vicini" ha affermato l'attivista Anna Lilian Gardossi che ha letto un discorso diffuso a livello nazionale. "La protesta non è pacifica, bensì rabbiosa. La distruzione del sistema capitalistico e tutte le ramificazioni cancerogene che lo compongono è l'unico modo per evitare i punti di non ritorno ormai troppo vicini". 

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