Presentati oggi i risultati preliminari del progetto SPORT, EMOZIONI E CERVELLO

Praticare lo sport e conoscere il cervello sono gli strumenti per la promozione di uno stile di vita sano e per il benessere psico-fisico dei ragazzi

Il progetto "Sport, Emozioni e Cervello" vuole aumentare la consapevolezza dei benefici dell’attività fisica per il corretto funzionamento dell’organismo, e in particolare del cervello. Le attività del progetto si basano principalmente sull’affermazione della pratica sportiva come stile di vita e sulla diffusione della conoscenza dei meccanismi con cui l’attività fisica produce i suoi benefici.

A Trieste persiste una cultura dello sport che ha radici profonde che si perdono nel tempo. Ci sono società sportive la cui fondazione risale al 19° secolo. Si direbbe che la pratica sportiva sia una tradizione per la città, eppure molti sono i ragazzi e i giovani adulti che conducono una vita sedentaria e non si avvicinano ad alcuna disciplina sportiva. In questo progetto la pratica sportiva diventa strumento per un intervento di promozione della salute e prevenzione del disagio, attraverso lo sviluppo di quelle abilità che permettano ai ragazzi di affrontare la complessità della vita (life skills).

PARTNER. Il progetto “Sport, Emozioni e Cervello” è promosso dall’Associazione Le Buone Pratiche ONLUS. Sono partner di questo intervento l’ASUITs, il Comune di Trieste, l’Università degli Studi di Trieste, il CONI e la SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, che da alcuni anni studia gli effetti dell’attività fisica sulla funzionalità mentale, in particolare sull’efficienza del cervello.

OBIETTIVI. L’intento del progetto è quello di attivare un intervento di ricerca-azione per promuovere una consapevole adozione di stili di vita più attivi, incentivando la pratica sportiva, soprattutto nelle fasce di popolazione in età evolutiva e attraverso una modalità didattica innovativa, integralmente erogata durante l’attività fisica.

La partecipazione ad attività sportive può avere un ruolo importante per la salute e lo sviluppo di bambini e adolescenti. Praticando lo sport, si possono avere effetti benefici non solo dal punto di vista fisico e della prevenzione della sedentarietà, ma ci sono anche dei benefici psicologici e sociali, grazie al miglioramento dell'autostima e dell'interazione sociale. È stato inoltre evidenziato che gli effetti dell’attività sportiva possono essere mediati da fattori socio-ambientali, quali l’atteggiamento e il coinvolgimento di genitori e insegnanti.

SVOLGIMENTO. Il progetto ha coinvolto 254 ragazzi/e dai 7 ai 14 anni, ai quali è stato offerto, attraverso i ricreatori, di frequentare l’attività sportiva convenzionata. Hanno preso parte sia bambini che bambine, in proporzioni comparabili, e soprattutto bambini e ragazzi di età compresa tra 8 e 13 anni:

- 186 ragazzi/e hanno partecipato alle attività nel periodo 2015-16

- 118 ragazzi/e hanno partecipato alle attività nel periodo 2016-17 (50 erano già entrati nel progetto al primo anno).

Inoltre hanno partecipato alle attività di valutazione 56 ragazzi/e contattati presso le scuole.

I dati della ricerca sono stati acquisiti attraverso 4 rilevazioni:

1) ottobre-novembre 2015 – 234 partecipanti (di cui però 56 controlli, e 178 del progetto SportEm&Cervello);

2) maggio 2016 – 127 partecipanti

3) novembre 2015 - dicembre 2017 – 110 partecipanti

4) maggio 2017 – 77 partecipanti

Il progetto ha avuto luogo a Trieste e i ricreatori che hanno aderito al programma sono Pitteri, De Amicis, Padovan, Brunner e Stuparich, situati in zone diverse della città per avere un campione eterogeneo (sono state comunque privilegiate le zone in cui il disagio è maggiore).

Le attività sportive proposte sono state: atletica, pallavolo, basket, canoa, judo, karate e ginnastica artistica.

Grazie alla didattica innovativa realizzata dalla SISSA, è stato illustrato come l’esercizio fisico costruisce, regola e potenzia le funzioni cerebrali perché lo sport ha un impatto profondo sulle abilità cognitive e sulla salute mentale. Si è trattato di lezioni attive, in cui l’erogazione dei contenuti sulle funzioni cerebrali, e di come queste sono migliorate dalla pratica sportiva, avviene contestualmente all’esercizio fisico.

L’attività fisica serve anche per orientare e organizzare il modo in cui pensiamo e sentiamo. In generale, gli argomenti trattati hanno affrontato come l’esercizio fisico interviene nella costruzione dell’apprendimento; come la pratica sportiva può equilibrare le funzioni emotive e migliorare lo stato dell’umore; come potenzia le capacità attentive; perché l’esercizio fisico può contrastare comportamenti a rischio.

Tenuti dai formatori della Sissa, gli incontri con didattica attiva si sono svolti durante uno dei due allenamenti settimanali. La didattica attiva prevedeva l’erogazione dei contenuti scientifici contestualmente all’attività sportiva. I contenuti scientifici illustrati in questo caso definivano la specifica tipologia di esercizio fisico da svolgere per aiutare i ragazzi a comprendere, interiorizzare e sperimentare soggettivamente il senso dei meccanismi e dei processi psicobiologici trattati ogni volta. Durante ogni incontro i partecipanti erano coinvolti in un gioco dell’oca nel quale a ogni casella corrispondeva un modo diverso per affrontare il tema dell’incontro: un video, una discussione attiva in stile brainstorming o giochi a cui partecipavano tutti come un’unica squadra o divisi in sottogruppi. I temi trattati sono stati raggruppati in 6-7 moduli, di durata variabile, per un totale di 6-8 ore. Hanno partecipato alle attività circa 100 ragazzi/e.

Ci sono stati due allenamenti settimanali, per una durata totale di 2/5 ore a settimana e si sono svolti nei periodi tra novembre 2015 e giugno 2017, all’interno dei ricreatori o nelle strutture delle società sportive che hanno aderito al progetto.

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