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Bajta, tra tradizione e innovazione

A Sales, nel cuore del Carso, dove l'aria profuma di montagna

In una fredda giornata autunnale fredda, nel cuore del Carso, nel suo entroterra di pietra e terra rossa, a Sales vicino a Sgonico incontro Bajta. Qui, anche se dal centro di Trieste saranno 20 minuti di macchina, il mare è un ricordo e l'aria profuma di montagna. Andrej mi accoglie con un bel sorriso. Ci accomodiamo in una saletta del suo agriturismo. L'ambiente caldo mi ristora facendomi sentire a mio agio. Un tavolo, due bicchieri e una bottiglia di Vitovska 2015 per cominciare.

È il nostro cavallo di battaglia, il Mainik che in sloveno significa relativo al mese di maggio, quando fioriscono l'acacia, la marasca, il tarassacco. Sono piante dai profumi delicatissimi che, se passeggi per il Carso, volteggiano nell'aria, ti entrano nel naso ma non pungono, sono delicati e rotondi. Nel 2011 è nata la prima vitovska vinificata in bianco e subito l'abbiamo battezzata Mainik.

Vini puliti, freschi, piacevoli, per niente sgarbati. Legno sì, ma non si sente. Vini che parlano del Carso perché i vitigni sono tutti autoctoni (Malvasia,Vitovska,Terrano) ma senza la preoccupazione della tipicità perché, alla fine, per Andrej il vino deve piacere, punto. La vitovska, la Malvasia e il Terrano vengono presentati giovani, freschi e puliti con un fisico maturo, rotondo, non dato da anni di affinamento ma semplicemente grazie all'appassimento parziale delle uve. Gli acini concentrano i loro zuccheri producendo glicerina che darà rotondità al vino. Mi vengono in mente i Barolo Boys, che alla fine degli anni 60 nelle langhe reinterpretarono il Barolo svecchiandolo e se vogliamo "velocizzandolo" creando un nuovo mercato, un nuovo gusto ma anche sollevando una polemica che da quelle parti si stenta a placare. Dunque Bajta lo possiamo definire un CarsoBoy a tutti gli effetti. Tra tradizione e innovazione trova la sua ragion d'essere e la sua tipicità. C’è un'affascinante dicotomia in Bajta che spiega pienamente il suo pay off "l’insolito Carso". Da una parte una filiera produttiva di suini nel rispetto più totale del territorio, allevati allo stato brado sulla terra rossa del Carso, dall'altra un'enologia moderna che, usando i vitigni autoctoni, riesce ad interpretarli rendendoli internazionali, puliti e piacenti.

Andrej è un giovane uomo con tante idee e tanto entusiasmo. Prevedo molte sorprese e novità per il futuro, come una Glera spumante metodo classico che mi dicono sia già in cantiere. Sono curioso e la curiosità è una forma d'amore, ma dovrò aspettare un pò....

Il vino è emozione. G.LESCOVELLI ( Docet)

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