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Opere barocche a Trieste: la fontana dei quattro continenti

Fu costruita per rappresentare al mondo la "fortuna" di Trieste per esser divenuta Porto Franco. La donna sulla cima rappresenta la città che si erge sulle rocce del Carso

Tra le attattive culturali che Trieste offre ai suoi abitanti e ai turisti, la Fontana dei Quattro Continenti merita un nota particolare. Si trova in Piazza Unità e di recente è stata putroppo protagonista di uno spiacevole fatto di cronaca che le ha causato alcuni amputamenti vandalici. Vi erano stati altri episodi in passato che l'avevano deturpata e che hanno fatto si che nel 2008 venisse ristrutturata.  Fu costruita tra il 1751 e il 1754 con il desiderio di rappresentare una Trieste "fortunata", avendo ricevuto infatti la qualifica di Portofranco e godendo della politica liberale di Carlo VI e di Maria Teresa d’Austria. 

Quattro statue che rievocano i quattro continenti al tempo conosciuti, Europa, Asia, Africa e America, rappresentano il mondo. Quattro figure invece, rappresentano i fiumi e da cui sgorga l’acqua. Sulla sommità della fontana si vede una donna con le braccia aperte, simbolo della città, attorniata da pacchi, corde e cumuli di cotone che rappresentano i commerci internazionali di cui Trieste era impegnata protagonista dell'epoca.

Alcune curiosità su questa scultura si leggono nel sito di travelitalia.com, dove si racconta che nell'ideare quest'opera si dovette risolvere il problema dell'inserimento della fontana in una piazza di piccole dimensioni ad andamento rettangolare allungato e circondata da realtà architettoniche stilisticamente diverse. Per questo motivo, allo stile opulento caratteristico del barocco italiano e francese, fu preferito per la sua realizzazione il barocco inglese. Non ebbe inoltre vita facile poichè su quest’opera si accesero animate discussioni, sia per il suo aspetto artistico, ritenuto "rozzo ammasso indecoroso di pietre", sia per lo stato di abbandono in cui fu più volte lasciata. Grazie all'appassionata difesa dei maggiori artisti triestini però nel 1925 si evitò la demolizione della fontana, già decretata all'unanimità dal Consiglio Comunale.

Nell'agosto del 1938 la fontata dovette momentaneamente traslocare per lasciar spazio in piazza alla visita di Benito Mussolini. I pezzi furono conservati nell'Orto Lapidario. Nel 1970, grazie all'interessamento del pittore Cesare Sofianopulo, la fontana fu ricollocata nuovamente in Piazza Unità, in una posizione nuova rispetto quella originale.

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