Mercoledì, 17 Luglio 2024
Sette indirizzi selezionati

Cucina triestina, il Gambero Rosso consiglia sette indirizzi da non perdere

Dal tradizionale al moderno, dove mangiare a Trieste? Il Gambero Rosso ha selezionato i migliori indirizzi da provare in città per una gustosa esperienza culinaria

Quella triestina è una cucina sicuramente particolare, una cucina che ha subito molto influenze date dalle diverse culture, tra cui l'Impero Romano, l'Impero Austro-Ungarico e il Regno d'Italia. Questa varietà di influenze ha lasciato nella storia un'impronta indelebile sulla città, che vanta un patrimonio culturale (e enogastronomico) unico. Dunque, dove mangiare a Trieste? Il Gambero Rosso ha selezionato i migliori indirizzi da provare per una gustosa esperienza in città.

Bollicine

"Le bollicine, oltre che nell’insegna, sono quelle presenti nella buona carta dei vini - comprese referenze d'Oltralpe - di questo locale in pieno centro. Si può venire qui per un aperitivo da accompagnare con ostriche, scampi crudi, un polletto fritto o una pizzella. Oppure ci si può fermare per un pasto vero e proprio scegliendo tra pochi ma ben eseguiti piatti che spaziano con valore sia sul fronte del mare, in particolare, che su quello della terra. In un menù che cambia con velocità assecondando disponibilità e stagioni, si possono quindi trovare piatti come i mezzi paccheri con cacio di capra, pepe rosa e bruscandoli, il polpo arrostito con melanzane alla “norma”, il trancetto di tonno e la tagliata di Patanegra. Servizio gioviale e cortese".

Piazza Sant'Antonio Nuovo, 2.

Chimera di Bacco

"Un punto di riferimento in città, amato per il locale curato, l’atmosfera, il servizio prodigo di attenzioni. Qui opera un giovane chef che sa il fatto suo, autore di una cucina di mare basata su pescato fresco elaborato con qualche tocco creativo. Belle soddisfazioni dalla poderosa cantina, di respiro internazionale. In un angolo magico di Trieste".

Via del Pane, 2.

Harry's Piccolo

"Per completare il quadro, manca solo il trasferimento nel palazzo adiacente (previsto per la primavera del 2024) che regalerà all'Harry's Piccolo, il ristorante-bistrot-pasticceria nuovo Tre Forchette per la guida Ristoranti d’Italia 2024 ospitato dal Grand Hotel Duchi d'Aosta, spazi maggiori. Ma per il resto il locale marcia che è una meraviglia, grazie alla coppia d'oro formata da Matteo Metullio e dal suo braccio destro Davide De Prà (dieci anni di sodalizio culinario nato ai tempi della Siriola di San Cassiano) che hanno avuto il coraggio di affrontare nuove rotte, forti di talento ed esperienze importanti. Nella sala-bomboniera si gode di una cucina essenziale e molto creativa, attenta al territorio ma proiettata verso il mondo (punto fermo della filosofia culinaria è il cosiddetto "miglio-qualità" ovvero la puntuale e costante ricerca di prodotti di eccellenza senza alcun confine geografico). La cantina è arrivata a 900 etichette con il Nord-Est, l'Austria e la Slovenia in pole position. Ulteriormente migliorato il servizio. In stagione è quasi "obbligatorio" fermarsi a bere qualcosa nello spazio affacciato su piazza Unità d'Italia, gioiello di Trieste".

Piazza Unità d'Italia, 2.

Nerodiseppia

"Alla base del successo di Nerodiseppia, una delle migliori trattorie d’Italia, c’è sicuramente la passione di Valentina e Giulio Cusma, “soci nella vita dal 1996 e nel lavoro dal 2003” come raccontano scherzando a quanti approdano per la prima volta in questo locale su due piani, lindo e sobrio. La cucina di Giulio si basa sostanzialmente sul pescato del giorno che arriva dalla laguna di Marano sino all’Istria, passando per le acque triestine. Solo materia prima top, niente esercizi di stile. I sardoni sono un cult: imperdibili impanati con "radicio e fasoi", radicchio e fagioli, mentre il frico è perfetto per chi è vegetariano. La carta dei vini annovera le migliori referenze regionali, ma i plus sono una vera passione per la Vitovska, declinata in ogni etichetta che conta, un’adeguata dotazione di vini orange e la mescita in lavagna. Prenotare".

Via L. Cadorna, 23.

Puro - Piacere Unico Ristoro Originale

"Indirizzo moderno e poliedrico, aperto a ogni ora della giornata e dove poter godere di una cucina che abbraccia i gusti di un'ampia clientela. Il menù spazia tra portate di carne e di pesce, con un'attenzione particolare ai secondi di carne alla griglia: polpo grigliato con peperoni marinati salsa romesco e burrata, crema parmentier con gambero, gnocchi di patate con ragout di crostacei, cosciotti di agnello al ginepro. Molto valido anche il momento dell'aperitivo con cocktail ben fatti e calici alla mescita. Servizio cordiale".

Via Torino, 31.

Alle Rondinelle

"In una zona un po' periferica, un'osteria di mare vecchio stampo che rimane un dignitoso indirizzo per chi ha voglia di provare la cucina tipica triestina. La sala è d'antan ma confortevole, il servizio senza convenevoli come ci si aspetta in un posto così, il menù di stretta tradizione e soprattutto a base di una materia prima selezionata con attenzione. C'è tutto del ricettario tipico, dai risotti ai frutti di mare agli spaghetti con le vongole, senza farsi mancare il variegato antipasto misto, una carrellata di caldi e freddi che vale da sola un pasto. Dolci maison e sfuso della casa".

Via Orsera, 17.

Antica Trattoria Suban

"Gli ultimi 150 anni del capoluogo giuliano sono passati in queste sale e soprattutto lo splendido pergolato: presidenti della Repubblica e Papi, attori e cantanti, i miti dello sport triestino (era sostanzialmente l’ufficio del Pàron Nereo Rocco) e i campioni venuti da lontano. Suban, in ogni caso, resta un luogo ad altissimo tasso di fedeltà e consigliabile per chi vuole scoprire la tipica cucina di terra e di confine: la jota (densa minestra di fagioli, crauti e patate), la zuppa di kren, il prosciutto cotto in crosta e tagliato caldo al coltello, il gulasch, la palacinka dolce. Cantina di vini locali e tanta allegria nelle sale".

Via E. Comici, 2.

Fonte Gambero Rosso

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