Lunedì, 15 Luglio 2024
La lista

Premiati i migliori vini del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia

Gambero Rosso ha premiato i migliori vini del Friuli Venezia Giulia e di Brda in Slovenia per la nuova edizione della sua guida "Tre bicchieri 2024"

Gambero Rosso ha premiato i migliori vini del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia per la nuova edizione della sua guida Tre bicchieri 2024. Tantissimi i prodotti eccellenti del territorio che dal Collio al Carso che hanno ottenuto l'ambito riconoscimento. Scopriamoli insieme.

I migliori vini del Friuli Venezia Giulia

Tre provengono dal Collio: sono il Friulano di Mario Schiopetto, la Malvasia di Doro Princic e il Sauvignon di Tiare (quest’ultimo al decimo traguardo consecutivo). Un altro fa parte della denominazione Friuli Colli Orientali, il Friulano di Torre Rosazza. Il Carso risponde con la Malvasia Dileo di Castelvecchio che eguaglia il risultato della scorsa edizione; poi c’è il Pinot Bianco dei Vigneti Le Monde che ormai da molti anni rende onore al Friuli occidentale.

Quelli già citati sono tutti vini prodotti da monovitigno ma ben dodici sono dei blend. Il Collio Bianco ha raccolto quattro allori con il Broy di Collavini, il Fosarin di Ronco dei Tassi, il Luna di Ponca di Borgo Conventi e il Col Disôre di Russiz Superiore. Il Friuli Colli Orientali risponde col Biancosesto della Tunella, con I Fiori di Leonie della linea Myò di Zorzettig e con il Pomèdes di Scubla. Poi ci sono il mitico Vintage Tunina di Jermann, il Rosazzo Terre Alte di Livio Felluga, il Desiderium della linea I Ferretti della Tenuta Luisa e l’Eclisse de La Roncaia.

A concludere l’elenco dei premiati ci sono il Pinot Bianco Santarosa del Castello di Spessa, il Pinot Grigio Gris di Lis Neris, il Sauvignon Vieris di Vie di Romans e il Friulano Vigne 50 Anni di Le Vigne di Zamò. Infine, sono tre i vini ottenuti da fermentazione con macerazione della buccia, i cosiddetti “orange wine”: il fascinoso Collio Chardonnay Riserva ’18 di Primosic in quel di Oslavia sul Collio goriziano, poi la Malvasia di Skerk e la Vitosvka Collection di Zidarich, ambasciatori del Carso. Chiude la rassegna un eccellente vino rosso: Petrussa ci ha proposto uno Schioppettino ’19 di straordinaria eleganza, a dimostrazione del potenziale anche rossista della nostra regione e delle sue uve tradizionali, come il refosco dal peduncolo rosso, il tazzelenghe ed il pignolo.

Questa la lista completa:

  • Carso Malvasia Dileo 2022 Castelvecchio;
  • Collio Bianco Broy 2021 Eugenio Collavini;
  • Collio Bianco Col Disôre 2020 Russiz Superiore;
  • Collio Bianco Fosarin 2021 Ronco dei Tassi;
  • Collio Bianco Luna di Ponca 2020 Tenuta Borgo Conventi;
  • Collio Chardonnay Ris. 2018 Primosic;
  • Collio Friulano 2022 Schiopetto;
  • Collio Malvasia 2022 Doro Princic;
  • Collio Pinot Bianco Santarosa 2021 Castello di Spessa;
  • Collio Sauvignon 2022 Tiare - Roberto Snidarcig;
  • Desiderium I Ferretti 2021 Tenuta Luisa;
  • Eclisse 2021 La Roncaia;
  • FCO Bianco Myò I Fiori di Leonie 2020 Zorzettig;
  • FCO Bianco Pomèdes 2021 Roberto Scubla;
  • FCO Biancosesto 2021 Tunella;
  • FCO Friulano 2022 Torre Rosazza;
  • FCO Friulano V. 50 Anni 2021 Le Vigne di Zamò;
  • FCO Schioppettino 2019 Vigna Petrussa;
  • Friuli Isonzo Pinot Grigio Gris 2021 Lis Neris;
  • Friuli Isonzo Sauvignon Vieris 2021 Vie di Romans;
  • Friuli Pinot Bianco 2022 Le Monde;
  • Malvasia 2020 Skerk;
  • Rosazzo Terre Alte 2020 Livio Felluga;
  • Vintage Tunina 2021 Jermann;
  • Vitovska V. Collection 2016 Zidarich.

Tre Bicchieri 2024 di Brda in Slovenia

E non è finita qui, sono stati premiati infatti anche i migliori vini di Brda in Slovenia. Il comprensorio vitivinicolo di Brda si estende nel versante più occidentale della Slovenia e si confonde con l’andamento collinare del versante italiano. Gli inizi della viticoltura in questa zona risalgono ai tempi dei romani ed è quindi un territorio che vanta una tradizione viticola di oltre duemila anni. Non esistono grandi centri urbani ma solo piccoli villaggi dove le famiglie sono composte spesso da più generazioni che si tramandano le esperienze accumulate nel tempo.

Come si legge nell'articolo dedicato del Gambero Rosso, i vigneti di Brda si estendono su 1.830 ettari e rappresentano oltre il 25 per cento della superficie vitata della Slovenia. Con pendenze che variano tra il 20 e il 50 per cento sono quasi sempre terrazzati. Il terreno è composto principalmente da flysch eocenico, in loco chiamato opoka (ponca in italiano), ovvero arenaria e marna.

Il vitigno più diffuso è la rebula (ribolla gialla) che varie documentazioni storiche collocano in zona già nel XIII secolo. Un vitigno che in vinificazione si presta a più interpretazioni; infatti, anche quest’anno diverse aziende ci hanno presentato la Rebula di annata, quella invecchiata, quella spumantizzata (sopratutto con Metodo Classico) e quella macerata sulle bucce (spesso in anfore interrate). È molto diffuso anche il tocai friulano che trasformato in vino assume nomi diversi: sauvignonasse, sauvignon vert, jakot, zelena sauvignon e altri ancora. Tra i vitigni internazionali quello di maggiore spicco per il territorio di Brda è lo chardonnay.

Anche quest’anno il massimo riconoscimento è stato assegnato a ben quattro vini. Ci sono le conferme: Marian Simčič quest’anno è sugli allori con lo Chardonnay Opoka Jordano Cru ’20, poi l’azienda Vini Noüe Marinič con lo Chardonnay Groblia Vedrignano II Cru ’20 e Jakončič con la Rebula Carolina ’19.  La new entry dei Tre Bicchieri è l’azienda Zanut con uno splendido Bianco Jama ’20.

Fonte Gambero Rosso 

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