Dai banchi alle corsie degli ospedali, i neolaureati: "C'è un po' di timore ma aiutare gli altri è la nostra missione"

Da lunedì 66 neolaureati affiancheranno il personale sanitario, affrontando una delle loro sfide più grandi. Tanto lavoro anche per i professori, intenti a terminare entro oggi le sessioni di laurea: "E' una generazione coraggiosa che non si tira indietro: sa cosa li aspetta e faranno tutto il necessario"

Sono quasi pronti i 66 neolaureati che, a partire da lunedì, dai banchi dell'università passeranno in corsia in supporto al personale sanitario. Dopo le sessioni di laurea di ieri e oggi, anticipate di una settimana, i neodottori dovranno iscriversi all'Ordine professionale e in seguito verranno assunti da Asugi. "Quando abbiamo dato la notizia ai nostri studenti, c'è stato un po' di panico e sconcerto, ma li abbiamo tranquillizzati. La priorità per ogni laureando è sì quella di terminare gli studi, ma entrare nel mondo del lavoro è ancora più importante. Sono stati tutti molto recettivi e hanno risposto positivamente" ci ha raccontato Silvia Palmisano, professore associato di Chirurgia generale e coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica, che nella giornata di ieri ha concluso ben 33 sessioni di laurea.

Una generazione coraggiosa

"Oggi ne rimangono altre 33. Lavoriamo senza sosta, ma l'obiettivo è troppo alto per tirarsi indietro - ha aggiunto la professoressa Palmisano - Ho infatti accolto subito la richiesta del Rettore e del Direttore generale Poggiana e mi sono attivata. C'è stata la massima collaborazione sia da parte dell'Ateneo che del Corso di Laurea che ho l'onore di coordinare". A proposito della preparazione degli studenti ha dichiarato: "Replichiamo ciò che è stato già fatto a marzo e ad aprile. Nessuno è mai pronto, forse non c'è mai un momento in cui esserlo completamente. I nostri studenti però sono preparati, disponibili e sanno a cosa andranno incontro. È una generazione coraggiosa che non si tira indietro: sa cosa li aspetta e faranno tutto il necessario".

"Aiutare il prossimo"

E a pochi giorni dall'inizio di una vita e una routine completamente diversa non manca l'emozione dei giovani infermieri. "Sta succedendo tutto molto velocemente - ci ha raccontato Linda, 22 anni - Ho un po' di paura, ma siamo stati preparati al meglio e daremo il massimo. Domani lascio Aviano per raggiungere Trieste ed effettuare le dovute visite mediche di sabato. Poi si inizia". Emozionata anche 24enne Giulia, inizialmente un po' scombussolata dalla notizia di dover anticipare la laurea e di entrare subito nel mondo "dei grandi": "Pensavo solo al lavoro da finire e alla tesi perchè, in quel momento, era quello il mio traguardo. I professori però sono riusciti a tranquillizzarci e a darci un altro punto di vista. Sarà un po' come tuffarsi senza salvagente, ma saremo seguiti quindi sono serena. Dobbiamo essere forti, imparare e trovare il nostro equilibrio  in modo da essere autonomi fin da subito. Sono preoccupata, ma bisogna guardare il lato positivo: siamo lì per dare una mano, per aiutare il prossimo. E' per questo che abbiamo studiato".

Tra i nuovi infermieri in corsia da lunedì c'è anche Aurora, 23 anni a dicembre. Il suo primo pensiero va alla sua famiglia: "C'è bisogno di noi e del nostro aiuto. Non ho paura, altrimenti non avrei scelto questa professione. Temo per i miei cari che in qualche modo dovranno far parte del percorso che ho scelto. Sono fiera dell'apporto che potrò dare in questa lotta. Sarà inoltre un'occasione, un momento formativo che mi permetterà di capire se è davvero questa la mia strada". E infine Giulia, la 22enne da 110 e lode: "Ho appreso la notizia dai giornali ed è stato emozionate - ci ha raccontato Giulia, 22 anni -. Da un lato sono spaventata perchè passo dall' essere una studentessa a una professionista con piena facoltà e responsabilità. Siamo diventati grandi in pochissimo tempo: questo mi rende titubande e contenta allo stesso tempo".

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