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"Evitare il radicamento delle mafie in Fvg"

Il tema della lotta alla criminalità organizzata al centro del convegno "Criminalità Transfrontaliera. Cooperazione di Polizia e Giudiziaria", promosso nell'ambito delle celebrazione del 30/o anniversario della Dia. De Nicolo: "Controllare i flussi di capitale"

Evitare il radicamento delle mafie in Friuli Venezia Giulia e colpire ciò che c'è in questo momento di microcriminalità organizzata, i traffici che si svolgono da qui alla frontiera ed evitare che anche qui ci sia un radicamento che poi diventa difficile estirpare. E' questo l'obiettivo della Direzione investigativa antimafia fatto emergere oggi a Trieste dal direttore Maurizio Vallone in occasione del convegno "Criminalità Transfrontaliera. Cooperazione di Polizia e Giudiziaria", promosso nell'ambito delle celebrazione del 30/o anniversario della Dia. Lo ha riportato l'Ansa.
"L'attenzione è alta" ha precisato il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, evidenziando che è più che mai necessario sviluppare varie forme di collaborazione con analoghi uffici giudiziari e di polizia di Austria e Slovenia per mettere a punto efficaci sinergie di contrasto con la criminalità anche organizzata".

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"In Friuli Venezia Giulia non ci sono locali della 'ndrangheta, né insediamenti stabili della camorra e di cosa nostra, ma ci sono interessi di tutte e tre" ha affermato il Procuratore Capo di Trieste, Antonio De Nicolo, a margine del convegno. L'attività della Dia, della Procura e di tutte le forze di polizia, deve quindi "mirare a sventare queste attività insidiose". Secondo quanto riferito dal Procuratore Capo, "gli interessi sono focalizzati sugli investimenti che l'Europa sta dando al Fvg". "La mia attività verso la polizia giudiziaria, i carabinieri, la polizia, la Dia e la gdf sprona loro a non cessare di controllare mai con attenzione i flussi di capitale".

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