Il vescovo Santin tra i padri della chiesa tergestina, scoperto il busto in sua memoria

Il busto è stato scoperto questa sera sul colle di San Giusto. Un importante riconoscimento per uno dei grandi vescovi della tradizione giuliana e personaggio tra i più amati dai triestini

Il vescovo Santin riposa ora in compagnia dei padri dell'ecclesia tergestina. Oggi 29 giugno è stato infatti scoperto il busto che ritrae ed omaggia l'impegno pastorale di uno dei vescovi più amati dai triestini. Il busto, opera dello scultore Marcello Mascherini e fuso presso la fonderia Railz di Moimacco, è stato collocato su mensole in pietra d’Aurisina. I lavori, coordinati dall’architetto Eugenio Meli ed esuguiti dalla ditta Rosso costruzioni, sono stati concordati con la Soprintendenza che ha seguito la progettazione e i lavori attraverso l’architetto Francesco Crecich.

Alla cerimonia di questa sera erano presenti il prefetto di Trieste Valerio Valenti, il presidente del Consiglio Regionale Piero Zanin, il sindaco del capoluogo regionale Roberto Dipiazza, oltre a una nutrita rappresentanza di assessori regionali e della giunta comunale. 

Le parole del vescovo Crepaldi

Monsignor Gianpaolo Crepaldi ha pronunciato la sua personale benedizione. "Con lo scoprimento e la benedizione del busto di questo mio illustre predecessore giunge a compimento il giusto riconoscimento del valore che il Vescovo Santin ebbe nella storia della Diocesi tergestina e della città di Trieste, opportunamente da tutti ricordato come Defensor civitatis". Ricordando l'impegno e la vicinanza verso la sua chiesa, Crepaldi ha indicato Santin come "Pastore e Padre".

La tragedia della guerra

"In mezzo a mille conflitti, bellici e ideologici, il vescovo Santin si schierò, soprattutto nel primo decennio del suo lungo episcopato tergestino, ponendosi dalla parte di Dio e dalla parte del popolo, improntando la sua azione alle superiori esigenze del suo ministero religioso e pastorale. Cercò incessantemente di far capire quanto fosse distruttivo il mancato riferimento a Dio nel governo delle persone e della storia e quanto fosse indispensabile il rispetto dei valori morali della persona umana per costruire un mondo di giustizia e di pace". Crepaldi ha voluto ricordare le vicende della Seconda guerra mondiale, in cui Santin, per quanto riguarda la nostra città, ebbe un ruolo fondamentale. 

Un uomo del popolo

"Fu un uomo del e per il popolo, perché era un uomo di Dio. Infatti, Egli visse la sua personale tragedia con un'incrollabile fede che lo portò a mettersi in ginocchio, pregando e invocando la materna protezione della Madre Maria. Quell'immagine della Madonna di fronte alla quale il vescovo Santin pregò tra pochi mesi potrà essere oggetto di pubblica e orante venerazione nella Chiesetta dei santi Rocco e Sebastiano in Cavana. A chi se non a Lui andava il doveroso riconoscimento che oggi gli viene tributato dalla Diocesi e dalla Città di Trieste con lo scoprimento e la benedizione del suo busto nella facciata della Cattedrale di San Giusto?". 

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"Questo busto impreziosisce la storia della nostra città - così il primo cittadino -. Monsignor Santin si è trovato al cospetto della storia drammatica di Trieste nel XX secolo. Sfidò Mussolini, trattò la resa dei tedeschi e riuscì a scappare ad un vile attentato a Capodistria. Grazie, il tuo spirito ci accompagni oggi, domani e sempre". 

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