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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Sanità

Più pazienti per i medici di famiglia, Asugi sospende il provvedimento: "Valutiamo ambulatorio di cure primarie"

La notizia del possibile incremento dei massimali per ogni medico era stata diffusa dallo Snami. Poggiana: "Temporaneamente sospeso l'aumento. Cercheremo un accordo comune". Snami: "Sistema Sanitario in affanno. Lavoriamo già 60 ore a settimana"

Il sindacato dei medici di famiglia contesta un possibile aumento del numero di assistiti per ciascun medico, ma l'Asugi blocca, per ora, il provvedimento. "Abbiamo per il momento sospeso l'incremento dei massimali in attesa del prossimo comitato aziendale che cerchiamo di organizzare entro fine anno con la disponibilità della medicina generale per trovare un accordo comune". Così ha dichiarato il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana, contattato al telefono, e ha precisato che, come alternativa alla gestione della carenza dei medici, "vogliamo vedere con loro la possibilità di istituire un ambulatorio di cure primarie, ma i dettagli devono essere discussi in comitato".

Intanto lo Snami di Trieste e Gorizia, il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, interviene con una nota e spiega che l'eventuale aumento avrebbe previsto per ogni medico di famiglia "41 pazienti a Trieste, 50 a Gorizia e 175 a Monfalcone".

"I nostri studi - spiega il sindacato - sono ogni giorno presi d’assalto per risolvere ogni disservizio di un Sistema Sanitario in affanno. La medicina di famiglia è sempre meno competitiva, schiacciata tra burocrazia e mansioni che poco hanno a che fare con la nostra professione. I cittadini si vedono infatti continuamente rifiutare prestazioni ed accertamenti, la causa: agende di prenotazione chiuse e mancato rispetto delle priorità; ne conseguono ritardi nel dare risposta ai bisogni di salute della popolazione e un ulteriore sovraccarico della Medicina Generale. L’attività lavorativa dei Medici di famiglia è quantificabile ormai stabilmente intorno alle 60 ore settimanali, ben oltre il limite massimo dell’orario di lavoro previsto per legge". Inoltre, come specifica il dottor Matteo Picerna, responsabile provinciale del sindacato: "presto avremo tanti nuovi pensionamenti e rischiamo di avere degli aumenti ben superiori".

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