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Attacco "No vax"

L'attacco hacker dei no vax "spinge" il ritorno del Consiglio in presenza, in arrivo denunce

Panteca: "Siamo intervenuti prontamente, valutiamo denunce". Le opposizioni chiedono di tornare alla modalità in presenza. Čok (Pd): "Furto d'identità, interruzione dei lavori di un organismo elettivo"

Dura e unanime condanna dagli esponenti della politica locale per l'attacco hacker di matrice no vax durante la seduta del Consiglio comunale da remoto. Il tutto in presenza di ospiti quali i rappresentanti della società Bat – British American Tobacco, Andra Di Paolo e Alberto Prudente, del presidente dell'Autorità portuale Zeno d'Agostino e del Presidente dell’Interporto di Trieste, Paolo Privilegio. Gli hacker sono riusciti a inviare dai profili dei consiglieri nella chat del Consiglio frasi quali "Il governo vi ordina di fare i nazi razzisti sanitari e voi ubbidite come fecero i tedeschi con Hitler", oppure "la discriminazione è un crimine, chi appoggia il nazi pass è un nazista".

Panteca: "Valutiamo denunce"

 "Rammarico e sdegno" da parte del presidente del Consiglio comunale Francesco di Paola Panteca, che dichiara: "la seduta, che ho subito sospeso per consentire l’intervento tecnico da parte del personale dei servizi informatici del Comune di Trieste, è stata prontamente ripresa nell'arco di circa mezz'ora dando dimostrazione che le Istituzioni hanno capacità e strumenti adeguati per reagire e proseguire nello svolgimento delle proprie attività nonostante i vili tentativi che soggetti anonimi mettano in atto per ostacolare e intralciare il lavoro fatto per il bene della collettività".

"Il Comune di Trieste - conclude Panteca - si riserva di assumere tutte le necessarie iniziative a tutela del proprio funzionamento e della propria immagine, ivi compresa la denuncia dell’accaduto alle Autorità competenti. Si sottolinea con fermezza che l’accaduto non svilirà la natura pubblica del consiglio comunale e che non saranno tollerate interruzioni di servizio e ingerenze di ogni sorta".

Le opposizioni: "Si torni in presenza"

I Capigruppo Paolo Altin (Pf), Giovanni Barbo (Pd), Riccardo Laterza (At) e Alessandra Richetti (M5S), si schierano ancora una volta contro la modalità in remoto e hanno definiscono l'episodio "un ulteriore elemento a sostegno della indifferibile necessità di ritornare ai lavori in presenza. Non sono mai stati del tutto chiari i motivi tecnici o organizzativi che da diversi mesi fanno sì che le attività del Consiglio Comunale debbano svolgersi solamente da remoto. Abbiamo appurato, oggi, che il sistema utilizzato dall’Amministrazione è vulnerabile e non è in grado di garantire la sicurezza necessaria. Siamo quindi pertanto a chiedere ufficialmente, ancora una volta, al Presidente di riprendere i lavori in presenza".

Dello stesso avviso Štefan ?ok (Pd), che aggiunge "Spero che le conseguenze per queste persone siano gravi. Furto d'identità, interruzione dei lavori di un organismo elettivo sono solo le prime due cose che mi vengono in mente". 

Per la segretaria del Pd provinciale Caterina Conti “Il teppista ‘no greenpass’ ha commesso un violenza ingiustificabile, è stata l’ennesima squallida prevaricazione di chi distorce il concetto di libertà per imporre la propria presenza. Basta aggressioni alle istituzioni”. La segretaria dem auspica che “si agisca a norma di legge sporgendo denuncia per interruzione di pubblico servizio” e chiede nuovamente l'abbandono della modalità online "non solo per evitare il rischio di altre intrusioni ma soprattutto perché, mentre le forze di destra protestano a Roma contro lo stato di emergenza, a Trieste lo tengono in vita per motivi inspiegabili”.

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