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Continua la battaglia

"Diritto europeo violato, possibili problemi giudiziari", i No Ovovia mettono in guardia la giunta

In termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica i dati studiati dal sodalizio vengono definiti "irrilevanti". Legambiente invia la segnalazione alla Commissione Europea. Da un lato la sicurezza sul voto di mercoledì sulla variante, dall'altro il silenzio di chi sta preparando gli esposti

TRIESTE – Le deroghe per la realizzazione di un impianto a fune in un sito Natura 2000 sono inapplicabili di fronte al particolare regime di tutela ambientale previsto per il bosco Bovedo, soprattutto in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica così "irrilevanti". Dopo gli annunci da parte del Comune sugli ultimi sviluppi del progetto della cabinovia, il Comitato No Ovovia prepara affina l’impianto accusatorio per l’offensiva finale e sostiene che i giochi sono “ancora aperti”. L’ultimo atto mette in discussione alcuni aspetti ambientali ed è andato in scena al circolo della stampa di Trieste, nella mattinata di oggi 19 dicembre. Alla conferenza presenti i consiglieri del Pd Laura Famulari e Roberto Cosolini, Giulia Massolino di Adesso Trieste, Giorgio Sclip di Punto Franco e l'esponente del Movimento 3V, Marco Bertali.  

"I consiglieri comunali pensino due volte prima di votare"

Sempre più orientati ad intraprendere una battaglia legale per smontare l’opera prima che parta il cantiere, Starc e compagni si dicono pronti a “non dare tregua” all’amministrazione. Sugli esposti alla magistratura ordinaria e alla Corte dei conti il comitato fa trapelare poco o nulla, ma sostiene che l’atteggiamento definito “disonesto” da parte del Comune verso chi non vuole il progetto, potrebbe provocare conseguenze non indifferenti. “Voteranno lo stesso a favore della variante – così l’architetto Roberto Barocchi – ma i consiglieri dovrebbero pensarci due volte prima di farlo, perché potrebbero incontrare dei problemi di natura giudiziaria”.

Variante al progetto: "Potrebbero avere problemi giudiziari"

La “minaccia” che si legge nelle parole dell’esponente di TriesteBella è in riferimento alla variante denonimata “park Bovedo-Opicina” in votazione, nell’aula del consiglio comunale, mercoledì 21 dicembre. Per la maggioranza di centrodestra il voto rappresenta la matrice senza la quale il progetto non può andare avanti, mentre per il comitato la sua messa in discussione è uno dei tanti campi minati preparati giorno dopo giorno. “Il parere favorevole, si legge, è subordinato ad una serie di prescrizioni, tra cui quella in cui si chiede che non venga applicato il parere dell’avvocatura dello Stato. Non si capisce come pensano di portare la variante in discussione con questa spada di Damocle sulla testa”.

Legambiente segnala all'UE: "Violato il diritto europeo"

Tralasciando una baruffante permalosità tutta politica, il tema si avvia verso un punto di non ritorno. Dagli uffici e dall’amministrazione affermano con sicurezza che “tutto sta andando come deve andare”. Dall’altra parte (soprattutto sul fronte legale, assicurano) c’è chi sta preparando gli assi da giocare, pronto a far saltare il banco. Intanto “Legambiente ha inviato una segnalazione alla Commissione Europea per violazione del diritto europeo” così Andrea Wehrenfennig, presidente della sezione locale.  

Le deroghe: "Il nostro calcolo realistico"

Tornando sulle deroghe per gli impianti a fune, il comitato ha detto che la realizzazione della cabinovia non aumenta la “raggiungibilità di un borgo (Opicina ndr) per emergenza sanitaria, né che l’ovovia possa arrecare notevole vantaggio dal punto di vista ambientale”. Sulla riduzione delle emissioni di CO2, lo studio fatto dal comitato parla di numeri “in pareggio o addirittura negativi.  Verrebbe emessa più CO 2 di quanta verrebbe risparmiata, e quindi non si può derogare”. Nel “calcolo realistico”, il comitato parla di 2209 tonnellate di anidride carbonica in meno all’anno. “Numeri irrilevanti”.

Le baruffe e gli scontri

Dopo aver “sparato” sui colleghi accademici rei di aver espresso parere favorevole sul progetto, l’ex rettore dell’UniTs Maurizio Fermeglia ha puntato nuovamente il dito contro l’amministrazione. “Qui c’è qualcuno che non sa o non vuole fare i conti, perché non è corretto dire che l’ovovia porterà vantaggi ambientali”. Wehnerfennig ha concluso così: “C’è una sentenza del Consiglio di Stato del 24 agosto 2017 che ha accolto un ricorso al Tar della Lombardia da parte di Legambiente, per nuovi impianti di risalita in Valtellina, da realizzare in un sito Natura 2000. Da altre parti è già stato detto che non si può fare”.

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