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Consulta disabili Fvg, Zoccano: «Nuovi parametri Lea impoveriscono chi è già più penalizzato»

La Consulta del Friuli Venezia Giulia delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro famiglie, alla luce dell’emanazione dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), si fa sentire

Presentati in questi giorni, i Livelli Essenziali di Assistenza, i Lea, contenuti nel nuovo schema di decreto che è in attesa del consenso ufficiale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, e che a breve sarà discusso dalle Commissioni di Camera e Senato. Il decreto andrà a sostituire il precedente, approvato alla fine del 2001 . Ma come purtroppo era già successo in occasione delle nuove regole sull’ISEE, poi cassate a seguito della constatazione di un grave peggioramento delle penalizzazioni, anche fiscali, ai soggetti più deboli, anche in questo caso, sono moltissime le voci delle Associazioni delle Persone con Disabilità che chiedono a gran voce un’urgente revisione dei termini.

Nei nuovi Lea, infatti, vengono ridefinite attività e prestazioni garantite, aggiornati gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti, innovati i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.  Il testo proposto lascia notevolmente insoddisfatto chi si attendeva una svolta netta nella direzione dei principi della Convenzione ONU. Ma non è certo questa l’unica norma ad essere “tradita”: lo sono anche la legge 134/2015 in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie e la recentissima legge 22 giugno 2016, n. 112/2016 sul “dopo di noi”.

La Convenzione ONU descrive un sistema che non vuole essere di tipo assistenziale né compensativo della menomazione, e indica piuttosto una proiezione verso processi e servizi, finalizzati all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva alla vita di comunità. Al contrario, nei futuri Lea ciò che riguarda le prestazioni di riabilitazione, la parte di integrazione socio-sanitaria e gli ausili e protesi, risente di numerose carenze e impostazione improprie persino se si seguono le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Vincenzo Zoccano, Presidente dell’organismo, unico del genere su tutto il territorio nazionale ad aver voce nella redazione delle norme che comprendono le problematiche del mondo della Disabilità, parla chiaro: «Noi chiediamo alle Regioni di non applicare in modo pedissequo i nuovi parametri dei Lea, che di fatto impoveriscono ancora una volta chi è già più penalizzato. Essere persone con disabilità non significa risultare di fatto più impoveriti: aver tolto il supporto anche per alcuni ausili da consumo, ad esempio, risulta assolutamente inaccettabile. La Consulta offre la propria competenza in materia e il suo ruolo di sintesi e mediazione, per far sì che le singole Regioni, adattino, ognuna secondo le peculiarità e le richieste provenienti dai propri territori, quanto scritto nei parametri Lea, con giudizio e buon senso».

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