Domenica, 21 Luglio 2024
Il Convegno

Il Carso tra futuro e sostenibilità: il convegno "Vitovska 2050" apre la 17esima edizione di Mare e Vitovska in Morje

Si è tenuto ieri, 30 giugno, il convengo di apertura dal titolo "Vitovska 2050 - Un viaggio verso la sostenibilità, lo sviluppo e la collaborazione per il futuro eno-turistico del Carso"

DUINO - Si è tenuto ieri il convegno di apertura della 17esima edizione di "Mare e Vitovska in Morije", che quest'anno ha avuto come titolo "Vitovska 2050: Un viaggio verso la sostenibilità, lo sviluppo e la collaborazione per il futuro eno-turistico del Carso".

Il presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso, Matej Skerlj, ha preso la parola per sottolineare la ricchezza culturale e storica del Carso e l'importanza di proteggere questa eredità per le generazioni future. Skerlj ha lanciato un appello alle istituzioni affinché valorizzino e sostengano il Carso, sostenendo che una collaborazione attiva e una visione condivisa sono fondamentali per garantire un futuro prospero a questa affascinante regione. "Non possiamo permettere che il Carso venga trascurato a causa di interessi personali - ha sottolineato -. Dobbiamo mettere al primo posto le esigenze di questa terra straordinaria, lavorando in sinergia con i ristoratori, che rappresentano un importante veicolo per far conoscere la sua cucina tradizionale e unica". A seguire, Walter Filiputti, presidente del Consorzio FVG Via dei Sapori, ha enfatizzato l'autenticità e il patrimonio enologico del Carso, sottolineando che "l'80 per cento dei vigneti presenti sul Carso sono varietà autoctone, un autentico tesoro enologico". "È fondamentale - ha aggiunto - che i produttori facciano scelte più radicali legate al territorio, collegando strettamente il vino e la cantina all'identità del luogo. Ha inoltre sottolineato l'importanza di trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione per preservare la peculiarità del territorio".

La sostenibilità è stata un altro tema caldo del convegno, con Elena Erlicher, coordinatrice redazionale di Civiltà del Bere, che ha definito i viticoltori del carso "promotori della sostenibilità". "Sviluppando la biodiversità in vigna e adottando pratiche di imbottigliamento sostenibili, essi possono contribuire a preservare l'ecosistema e garantire un futuro sostenibile per la produzione vitivinicola - ha spiegato - . È incoraggiante vedere come l'interesse per le varietà autoctone stia crescendo, aprendo nuove opportunità per i produttori locali. Questa tendenza riflette anche una maggiore consapevolezza dei consumatori, che cercano vini unici e distintivi, prodotti in modo responsabile e sostenibile". "Al di fuori del territorio, la Vitovska è ancora poco conosciuta, ma è già presente, sebbene in maniera limitata, grazie alla conoscenza dei produttori - ha dichiarato Maurizio Dante Filippi, Best Italian Sommelier 2016 -. Questa realtà offre una grande opportunità di caratterizzazione e identità per la varietà e per il Carso stesso. Tuttavia, è importante che tale ritorno agli autoctoni non sia esasperato, ma guidato dalla volontà di preservare l'autenticità e la diversità enologica".

Avguštin Devetak, proprietario della Lokanda Devetak, ha portato l'attenzione sulla necessità di una maggiore promozione della Vitovska da parte dei ristoratori locali, spiegando che "nel 50 per cento dei ristoranti della zona non è possibile degustare questo vino autoctono". Devetak ha quindi invocato una maggiore sinergia tra viticoltori e osti per valorizzare le eccellenze del Carso. Infine, David Pizziga, presidente del GAL Carso – LAS Kras, ha proposto di valorizzare ulteriormente il Carso attraverso la cura e la sistemazione delle panchine panoramiche realizzate con la pietra del territorio, che offrono vista mozzafiato sui paesaggi carsici. "Investire nella sistemazione delle panchine panoramiche, utilizzando la pietra del Carso stessa - ha spiegato, rappresenterebbe un ulteriore modo per valorizzare e promuovere il territorio".

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