Cronaca

Pasqua, Crepaldi nella sua ultima omelia da vescovo: un pensiero per gli ultimi e la condanna all'aborto

Presenti alla cerimonia diverse autorità cittadine quali il sindaco Dipiazza, il Questore Pietro Ostuni. Il vescovo: "La resurrezione di Gesù è negata dalle bombe che uccidono innocenti come nella guerra in Ucraina, nel corpo delle donne violentate" e "nell’amore coniugale equiparato a ogni tipo di convivenza, nella vita umana soppressa nel grembo materno"

TRIESTE - Una cattedrale di San Giusto gremita ha assistito nella mattinata di Pasqua all'omelia di monsignor Giampaolo Crepaldi, l'ultima da vescovo di Trieste, prima dell'insediamento del successore Monsignor Enrico Trevisi, programmato il 23 aprile. Dopo questa data, Crepaldi manterrà comunque la carica di vescovo emerito. Il vescovo, nella seconda lettura dell'omelia, ha chiamato l'uditorio a riflettere sui drammi di guerre, migrazioni, povertà e violenza e ad "abbandonare ogni modo di pensare e di agire che ci porti a chiuderci in noi stessi, ad aprire il nostro cuore all’amore per il prossimo".

Crepaldi ha poi esortato gli astanti a riflettese sul valore simbolico della resurrezione come "salutare prospettiva di rinnovamento spirituale e di carità operosa". Una prospettiva che viene "negata", secondo il vescovo, in una lunga lista di situazioni tra cui, nel medesimo elenco, la guerra in Ucraina, la violenza sessuale, la droga, l'aborto e l'equiparazione del matrimonio alla convivenza.

Nel dettaglio, Crepaldi ha dichiarato che "la resurrezione di Gesù" è "negata dalle bombe che uccidono innocenti come nella guerra in Ucraina, è negata nel corpo delle donne violentate, è negata negli occhi pieni di paura dei bambini profughi; è negata dalla mancanza di lavoro e dalle incertezze economiche per le famiglie numerose o per i tantissimi anziani che a Trieste vivono di pensione e solitudine, è negata nel giovane irretito dalle droghe e dal vuoto esistenziale, nell’ammalato non rispettato nella sua dignità, nell’amore coniugale equiparato a ogni tipo di convivenza, nella vita umana soppressa nel grembo materno".

Presenti alla cerimonia diverse autorità cittadine quali il sindaco Dipiazza, il Questore Pietro Ostuni e svariati consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. Al solenne rito pasquale hanno partecipato persone di tutte le età, non solo anziani e famiglie ma anche svariati giovani tra i venti e i trent'anni. Al termine della messa il vescovo è stato accolto dai fedeli che lo attendevano all'uscita della cattedrale per un commosso saluto.

L’Omelia di Pasqua dell’arcivescovo Crepaldi

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