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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Il delitto / Istria e Litorale

Delitto di Umago, le amiche ricordano Nina: “Era agitata prima di partire”

Nel ricordo delle amiche una persona di gran cuore, impegnata nel sociale e dedita alla famiglia, ma negli ultimi tempi evanescente e tesa, nonostante si dicesse molto felice con il nuovo partner

Dopo il delitto di Umago il dolore e lo sconcerto dilagano nella piccola comunità di Medole, nel Mantovano, dove abitavano la vittima, la quarantenne ucraina Nina Gryshak, e il nuovo compagno che è ora accusato del suo omicidio, il trentenne Marcello Passera. Nel ricordo delle amiche una persona di gran cuore, impegnata nel sociale e dedita alla famiglia, ma negli ultimi tempi evanescente e tesa, nonostante si dicesse molto felice con il nuovo partner. 

Nina era molto conosciuta a Medole, fino a qualche anno fa lavorava per un’impresa di pulizia, poi aveva trovato lavoro in una fabbrica del luogo. Da qualche mese era disoccupata ma non inattiva, in quanto sempre impegnata ad aiutare i connazionali in fuga dalla guerra. Aveva due figlie, una poco più che ventenne e una alle scuole medie.

Questo il ricordo che ne conserva Lyubov Formanyuk, un’amica di lunga data: “Una bravissima persona, si preoccupava sempre per i suoi cari. Siamo arrivate in Italia nello stesso periodo, circa vent’anni fa, eravamo sempre insieme e conservo dei bellissimi ricordi con lei. Non meritava tutto questo. Negli ultimi anni ci siamo perse un po’ di vista ma l’avevo incontrata poco prima che partisse per la Croazia, circa un mese fa. Era tesa, capivo che qualcosa non andava. Diceva che il suo nuovo compagno era una brava persona ma intuivo che c’era altro, di cui non voleva parlare”.

Delitto di Umago: chi sono la vittima e l'indiziato

“Era una grande lavoratrice, testarda e determinata a fare tutto il possibile per la sua famiglia, a cui non voleva far mancare nulla” spiega un’ex collega dell’impresa di pulizia, mentre una sua vicina la descrive come “una persona generosa, eravamo amiche da dieci anni, vivevamo nello stesso condominio. I nostri bambini sono cresciuti insieme, frequentavano la stessa scuola. Appena scoppiata la guerra in Ucraina si era subito adoperata per i suoi connazionali. Aveva una grande forza di volontà e capacità organizzativa. Negli ultimi tempi la vedevo poco perché era molto impegnata con i profughi, li portava personalmente qui in auto dalla Questura di Mantova”.

Le immagini del luogo del delitto

Una persona, sembra, perfettamente integrata con la comunità e le istituzioni, aveva collaborato con il sindaco per trovare casa ai cittadini ucraini in arrivo, coinvolgendo anche le mamme nella chat di classe. Con il suo aiuto, sembra, è stato creato un appartamento con tutti comfort in brevissimo tempo. 

“Con il marito non funzionava da circa un anno – spiega ancora la vicina di casa -, avevano dei piccoli screzi ma sempre in toni civili, fino a quando si sono separati. Il nuovo compagno non me l’ha mai presentato, probabilmente aveva paura del mio giudizio. Si diceva molto felice con lui, ma diceva ‘non è ancora il momento di convivere, per adesso facciamo i fidanzati’. Non credo ci fossero state altre liti violente prima di partire, sono certa che in quel caso non sarebbe mai andata in vacanza con lui. Io e le altre mamme ci siamo chieste come mai lui abbia aspettato di arrivare in Croazia. E’ stato di una cattiveria inaudita”.

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