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Addio al depuratore di Barcola, dismesso il vecchio impianto (VIDEO)

La chiusura dell'impianto di Barcola, si inserisce nella strategia condivisa da Amministrazioni locali e AcegasApsAmga, di progressiva dismissione degli impianti di depurazione secondari poco efficienti

Addio a un impianto obsoleto, soggetto a infrazione comunitaria

La semplice pressione su un bottone e il depuratore di Barcola, dopo 36 anni di servizio è andato per sempre in pensione. Alla presenza del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e del Direttore Generale AcegasApsAmga Roberto Gasparetto, questa mattina è giunto a compimento un impegno congiunto di Amministrazione Comunale e AcegasApsAmga durato 3 anni, il cui impulso era stato dato già dalla precedente amministrazione Dipiazza. Un impegno che ha reso possibile la dismissione del vecchio e ormai inadeguato impianto che, dopo il processo di trattamento delle acque, scaricava al largo dei Topolini, grazie a una condotta di circa 800 metri. Il depuratore, tra l'altro, era soggetto a infrazione comunitaria.

Depurazione molto più efficace e migliore fruibilità dei Topolini

Grazie a questa importante opera si raggiungeranno due obiettivi. Da un lato vi sarà un indubbio vantaggio ambientale, perché le acque immesse in ambiente attraverso il depuratore di Servola (su cui è in corso un completo rinnovo, che vedrà compimento nel corso del 2017), potranno contare su un trattamento depurativo ben più efficace di quello offerto dal vecchio impianto di Barcola. A Servola, infatti, i reflui saranno soggetti anche al cosiddetto trattamento biologico, che, oltre a migliorare sensibilmente l'abbattimento della carica batterica, interviene anche sulla riduzione dei nutrienti (azoto e fosforo).
Si avrà però anche un benefico impatto sulla fruibilità dell'area dei Topolini, dal momento che verrà eliminato lo scarico a mare dell'impianto e non sarà più in uso la vasca di decantazione che in passato aveva provocato talvolta odori sgradevoli.

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Un salto di qualità nel rapporto fra i triestini e il mare

La chiusura dell'impianto di Barcola, si inserisce nella strategia condivisa da Amministrazioni locali e AcegasApsAmga, di progressiva dismissione degli impianti di depurazione secondari poco efficienti (in particolare quelli situati sulla zona costiera, in infrazione comunitaria) a vantaggio del nuovo depuratore in costruzione a Servola, ribattezzato "Il depuratore che parla con il mare", grazie alle innovative tecnologie utilizzate. In questo quadro si inserirà la chiusura del depuratore presso il Villaggio del Pescatore, previsto per il 2017. Dunque, al di là degli aspetti tecnici, è evidente come sia in corso un deciso salto di qualità nel rapporto fra i triestini e il mare, all'insegna di una maggiore sostenibilità nell'impatto delle attività umane sull'ecosistema del Golfo di Trieste.

Un cantiere estremamente innovativo e capace di.....riciclare

Lo spegnimento di Barcola è stato reso possibile dai complessi lavori iniziati nel 2013 che hanno consentito di convogliare le acque reflue prima trattate nell'impianto (afferenti alle zone di Barcola per circa 7.500 abitanti equivalenti), al depuratore di Servola, in fase di totale rinnovo e potenziamento. 
Il cantiere per la posa delle nuove condotte di raccordo verso Servola, che si è sviluppato nel corso degli anni lungo viale Miramare, ha utilizzato l'innovativa tecnologia cosiddetta no dig (senza scavo, letteralmente). Vale a dire che il nuovo tubo fognario è stato inserito all'interno di una vecchia condotta acquedottistica dismessa, diminuendo così drasticamente le necessità di scavo. In questo modo si sono centrati due obiettivi. Da un lato una grande limitazione dei disagi per il traffico veicolare, tanto che mai si è dovuti ricorrere alla chiusura di Viale Miramare o all'istituzione di sensi unici alternati. Dall'altro si è "riciclata" un'opera (la condotta idrica dismessa) che diversamente sarebbe rimasta improduttiva, come qualsiasi struttura di archeologia industriale.
Si è dunque trattato di un intervento che è stato capace, tra l'altro, di recuperare in modo intelligente un pezzo di territorio.

Sotto la scalinata Belvedere, quasi un intervento chirurgico

Un altro aspetto innovativo del cantiere è stato l'intervento di micro tunneling sotto la scalinata Belvedere (che da Viale Miramare sale in via Boccaccio), al di sotto della quale la conduttura proveniente da Barcola s'innesta con quella principale destinata a Servola. Sotto i gradini è stato infatti realizzato un piccolo tunnel estremamente complesso che ha consentito di non compromettere la scala. Una sorta di operazione di micro-chirurgia edile e idraulica.

«Quando si arrivava a Trieste – spiega Dipiazza – all’altezza dell’Acegas c’era una puzza molto forte. Era Prosecco che scaricava direttamente a mare. Andiamo a Prosecco, ci accorgiamo del problema ed iniziano ad intervenire. Siamo venuti giù con i tubi in Strada del Friuli, Salita di Contovello fino al depuratore di Barcola. Oggi, così come allora, è una giornata altrettanto importante. Fino ad oggi, anche se le acque erano trattate, si scaricava lo stesso a mare. L’obiettivo è stato raggiunto, un unico depuratore, a Servola, che serva tutta la provincia».

«Volevo anche complimentarmi – conclude il sindaco – per la grande professionalità con cui sono stati condotti i lavori. Nessuna fila, nessun disagio, complimenti a tutti i tecnici, così si lavoro. Si lavora per la città, a favore dei cittadini ed oggi lo abbiamo dimostrato».

«Nonostante alcune problematiche avute con corso dei lavori – ha affermato il direttore di Acegas – come ritrovamento di reperti archeologici piuttosto che problematiche collegate al sottopasso della ferrovia. Le abbiamo gestite nel migliori de modi. Abbiamo posato 5 chilometri di condotta. E’ un progetto che parte da lontano ma che solo recentemente ha avuto un’accelerata grazie alle risorse messe a disposizione da Acegas. Rivisitando il progetto, siamo riusciti a risparmiare rispetto a quanto preventiva il 50%, passando da una settimana di 7 milioni di euro ad un costo finale di 3,6 milioni ».

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