“Era il ‘Bronx’, oggi è un gioiello” l'evoluzione di borgo San Sergio per i residenti (FOTO)

Tra area fitness, murales colorati e opere pubbliche il quartiere periferico continua l'ascesa iniziata oltre vent'anni fa e i residenti intervistati si dichiarano sereni e soddisfatti. Non così contenti, tra vandalismo e scarafaggi, gli abitanti delle "Case dei puffi"

Rispondono tutti di buon grado, gli abitanti di borgo San Sergio, quando si chiede loro com'è la vita di quartiere. Una zona protagonista di un'evoluzione positiva con lo sblocco di alcune aree demaniali a partire dalla fine degli anni 90 e la conseguente realizzazione di opere pubbliche, tra cui il frequentatissimo parco giochi e l'area fitness inaugurata da qualche giorno. Proprio oggi, in piazza XXV Aprile, è stato anche presentato il grande murale dell'artista Jan Sedmak nella struttura che ospita il mercato, e negli spazi esterni dei bar si riuniscono persone delle età più svariate, dalle giovani mamme ai pensionati ai lavoratori in pausa. Tutti si pronunciano allo stesso modo:  “Qui si vive a misura d'uomo, c'è verde, non ci sono problemi di parcheggio né di sicurezza. Si può girare tranquilli”.

"Un'isola felice"

Il rione si discosta ora moltissimo dall'originario progetto di Ernesto Nathan Rogers, che nel 1956 aveva in mente una cellula urbana autosufficiente e popolare mentre ora siamo davanti a un quartiere 'borghese', nel senso migliore del termine, come conferma anche la signora che gestisce l'ortofrutta al mercato:  “In quanto esercente ascolto molti residenti e tutti si trovano bene, vivo qui da sempre e ho visto Borgo San Sergio trasformarsi da “Bronx” a isola felice. All'inizio, con l'apertura delle case popolari è arrivato un po'di tutto, poi chi da giovane faceva la parte del 'teppista' è  cresciuto ed è cambiato, o si è trasferito, e sono rimasti i genitori”.

“Il comune è intervenuto con grandi riqualificazioni – continua la commerciante -, basti vedere il parco che viene visitato anche dagli abitanti del centro perché si trova parcheggio facilmente. Anche il mercato immobiliare ne ha risentito: i prezzi sono alti e non si fatica a vendere. Anche la posta, dopo la chiusura, ha riaperto lo scorso anno. Mancano forse alcune attività per i ragazzi anche se è un rione giovane, però vedo che il nuovo parroco si sta muovendo in questo senso, dialogando anche con loro”.

Piccolo commercio e grandi catene

“Sono qui da più di 20 anni” spiega con una punta d'orgoglio uno dei gestori del mercato, che sopravvive per la prossimità ai centri abitati ma subisce la concorrenza di via Flavia.  “I grandi supermercati ci stanno ammazzando” concordano tutti i lavoratori del mercato rionale, che lamentano diverse difficoltà anche con la tassazione e i cambiamenti imposti dalla fattura elettronica.

Se per i piccoli commercianti le grandi catene sono una spina nel fianco, per i giovani si tratta di un'opportunità: “Alcuni miei amici hanno trovato lavoro da OBI -, spiega una 19enne che vive in zona – è sempre un bene per il quartiere se apre una grande attività”. Una nota di disappunto, invece, da parte di alcuni abitanti dell'alta via Rosani – via Maovaz, "la zona è abbastanza mal servita dagli autobus, i più anziani fanno fatica".

Le "Case dei puffi"

Poco lontano dalla perla residenziale intorno a piazza XXV Aprile lo scenario cambia con le “Case dei puffi” di via Grego. Negli alti palazzi del comprensorio ATER gli inquilini si lamentano di atti vandalici che si ripresentano periodicamente: qualche danno alle auto in sosta (campeggia nel parcheggio un'auto col lunotto posteriore sfondato e i frammenti mai ripuliti da diverse settimane) e piccoli incendi di rifiuti. Una residente spiega che si tratta di “ragazzate, forse a opera di pochi giovani annoiati, tanto che sono riusciti a rubare perfino l'albero di Natale”.

In molti citano anche un principio d'incendio in una cantina la settimana scorsa, subito spento dai Vigili del fuoco. Un fenomeno ciclico, quello dei 'falò', che tuttavia, secondo molti inquilini, sarebbe calato molto con il passare degli anni. Problematica anche la presenza infestante di scarafaggi: “Dobbiamo arrangiarci da soli anche se paghiamo le spese condominiali, è un vero incubo”, spiega un padre di famiglia che vive ai piani bassi, ma il disagio è condiviso da quasi tutti gli interpellati. “Non sono in molti a voler abitare qui  - spiega una pensionata – ho richiesto il trasferimento perché vivo in una casa troppo grande e vorrei pagare di meno, ma serve uno scambio e in molti non accettano di spostarsi in via Grego”.

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