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Ferriera, Comitato 5 Dicembre: «Provvedere ad accurate e immediate analisi dei terreni»

In vista dell'assemblea pubblica che terrà domani al Caffé San Marco di Trieste, il Comitato 5 Dicembre ricalca i passaggi e gli avvenimenti sul tema Ferriera dall'insediamento della Giunta Dipiazza

Con un comunicato il Comitato 5 Dicembre preannuncia l'assemblea pubblica che domani sera terrà al Caffé San Marco:

«I primi tre mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale sono stati densi di azioni fondamentali nel cammino verso la chiusura dell’area a caldo della Ferriera, azioni che vorremmo ripercorrere assieme nell’assemblea pubblica di domani.

A distanza di pochi giorni dalla vittoria al ballottaggio, il Sindaco Dipiazza ha convocato il Comitato 5 Dicembre, No Smog e Fare Ambiente per dare avvio al primo vero tavolo tra Comune e associazioni. Per la prima volta da quando ci siamo fatti carico del tema della Ferriera, ci siamo trovati a lavorare fianco a fianco con l’Amministrazione, motivata quanto noi a dover mettere fine all’inaccettabile arroganza di un imprenditore e di un gruppo politico che hanno messo l’interesse economico davanti alla tutela della salute e dell’ambiente. Durante l’incontro, il Sindaco ci ha comunicato che avrebbe mantenuto la delega alla Ferriera supportato da un tecnico da reclutare e ci chiese supporto per preparare la documentazione necessaria per convocare i responsabili di Arpa e Azienda Sanitaria e per invitare Siderurgica Triestina ad un colloquio chiarificatore dove presentare i dati sull’attuale livello di produzione e lo stato dei lavori in corsi. Mentre Arpa a fine giugno decretava con un fumoso comunicato stampa il miglioramento della qualità dell’aria a Servola, la gestione della centralina di San Lorenzo è passata finalmente da ST all’ente pubblico. 

Il Cavaliere Arvedi intanto, tra una comparsata in Senato e una dichiarazione stampa, provvedeva a depositare la sua offerta per l’acquisizione dell’Ilva di Taranto, non più supportato dalla società turca che si era prudentemente tirata indietro ma da Del Vecchio di Luxottica e dallo Stato, tramite Cassa Depositi e Prestiti. 

Ad inizio luglio il Comune proseguiva la sua azione di pressing inviando alla Regione FVG richiesta formale di partecipare al tavolo sul piano di risanamento acustico che l’Azienda doveva presentare a fine mese. “Stiamo avviando una serie di azioni per poter valutare direttamente l’opportunità della nuova AIA concessa“ dichiarava in quei giorni Roberto Dipiazza. Ad Arpa viene invece chiesto di spiegare il motivo per il quale il sito dell’Ente aveva iniziato a calcolare i giorni di sforamento registrati dalle centraline non più in base all’anno solare ma sui 365 giorni precedenti, impedendo una effettiva analisi della situazione attuale.

Arpa si smarca dalle accuse di poca trasparenza sollevate dal Comune in una conferenza stampa in cui rivendica il suo essere organo tecnico e indipendente, posizione ribadita a breve distanza anche dall’Assessore regionale Sara Vito, che spiega: solo l'Arpa può certificare come vanno le cose; se la Ferriera fa qualcosa di multabile sta ad Arpa accertarlo; se risulta qualcosa di multabile, lo riferisce alla Regione; la Regione può decidere di dare una multa, decidere l'entità della multa oppure può anche decidere di archiviare la questione e chiudere un occhio; i tempi e i modi di tutto questo sono definiti nell'AIA; il Comune di Trieste può chiedere che venga rivista l’AIA ma deve produrre delle motivazioni valide e se sono valide o meno lo giudicherà la Regione FVG.

Sia sul fronte del rumore che su quello dell’inquinamento atmosferico la situazione a Servola continua ad essere molto pesante, come testimoniano le continue foto e segnalazioni degli abitanti. Ma il Cavaliere Arvedi, intervenuto all’incontro del 21 luglio convocato dal Comune alla nostra presenza, sembra non rendersene conto e minaccia di lasciare per strada 400 famiglie se l’azione di disturbo del nuovo Sindaco e della cittadinanza non ha fine. D’altronde lui si può permettere di minacciare noi e il Sindaco con azioni risarcitorie perché da per scontata l’acquisizione dell’Ilva e la possibilità di accedere ai fondi governativi destinati al risanamento dell’impianto tarantino.

Arriviamo così al 26 agosto, data in cui il Comune di Trieste invia alla Regione la richiesta di revisione dell’AIA. Questa azione, fondamentale perché inedita, viene immediatamente contestata su più fronti, anche da parte di coloro che nel tempo si sono battuti per la chiusura dell’area a caldo. Non viene colto infatti che il Comune fonda la sua richiesta sul problema dell’inquinamento acustico e non anche atmosferico non perché l’impatto sull’aria sia risolto, ma perché le nuove modalità di rilevamento degli sforamenti introdotti dall’AIA e implementati da Arpa a fine luglio rendono al momento difficile la valutazione dei dati delle centraline. Va da sé che ogni vizio sarebbe impugnato ed annullerebbe l’intero iter di richiesta di revisione. Oltre a ciò, si contesta al Comune di aver erroneamente inviato la richiesta alla Presidente Serrachiani, quando invece anche il responsabile del servizio preposto è correttamente in copia, ottenendo con questa mossa lo smarcarsi di Serrachiani da quella che è ormai per lei una patata bollente.

Sempre sul tema rumori, il Comune ha trasmesso il 13 settembre le proprie considerazioni sul Piano di Risanamento Acustico presentato a fine luglio da Siderurgica Triestina. Anche da questo documento emerge come il Sindaco chieda prescrizioni più stringenti e risultati di effettivo abbattimento dell’inquinamento acustico ben prima dei tre anni concessi dall’AIA.
Pochi giorni fa veniamo invece a sapere dal quotidiano locale, schieratosi fin dall’inizio dalla parte del partito al Governo e quindi dell’azienda che, in merito ai sette giardini risultati inquinati, ci vorranno almeno due anni per eseguire i campionamenti e le analisi previsti per legge e restituirli agibili alla cittadinanza.

In realtà, questa lungaggine è la conseguenza della procedura scelta dalla Regione che applica il principio dell’”inquinamento diffuso” per evitare di dover accertare per ciascun sito la natura e l’origine dei diversi indicatori di inquinamento, diossina inclusa. Il Comune dovrà decidere in questi giorni come disporre dei 350 mila euro di fondi regionali, ma noi ci auguriamo, e lo ribadiremo ancora, che si provveda ad accurate ed immediate analisi dei singoli terreni: solo in questo modo sarà possibile accertare l’impatto che un eco-mostro come la Ferriera ha sulla vita quotidiana di tutti noi. Anche di questo si dovrà occupare il consulente tecnico selezionato per affiancare il Comune nella preparazione delle prossime mosse che dovrebbe essere presentato la prossima settimana».
 

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