rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca della protesta

"No a Ovovia, fonti fossili e patriarcato", le nuove battaglie dei Fridays For Future

Non solo clima ma anche lotta transfemminista, uguaglianza sociale e di genere negli slogan degli attivisti. Attacchi frontali a Dipiazza e Scoccimarro, oltre alla Siot e a progetto del nuovo ospedale di Cattinara. Ecco come i giovani ambientalisti vorrebbero cambiare il mondo

Il popolo di Fridays for Future torna in piazza e si scaglia contro l’Ovovia, le navi da crociera, la Siot e l'espansione dell’ospedale di Cattinara. Solo alcune delle battaglie sposate dai giovani ambientalisti, circa trecento persone al corteo di oggi, partite in mattinata da piazza Oberdan in un percorso che ha attraversato piazza Libertà, le rive e corso Italia, con destinazione piazza Goldoni. Davanti alla regione, e in seguito in altre vie della città, sono stati disegnati sull'asfalto con i gessi simboli "green" e pacifisti, con un'esortazione alle istituzioni: "Fvg, dove sei?". Hanno partecipato diversi sindacati (tra cui Usb e Flc Cgil), gruppi politici (Adesso Trieste), comitati cittadini (No Ovovia e Pineta di Cattinara), e associazioni come Wwf, Greenpeace, Link Trieste e Non una di meno.

Nel mirino dei manifestanti non solo questioni ambientali ma anche attacchi all'intero sistema economico e sociale, in particolare "al capitalismo e al patriarcato", in una volontà di cambiamento, all'apparenza, totalizzante e radicale. "Quest'anno- è stato annunciato - Fridays For Future si unisce alla lotta trasfemminista dell'otto marzo", in riferimento al consueto corteo organizzato da Non Una di Meno in quella data, poiché "non possiamo immaginare un futuro senza giustizia ed eguaglianza di genere".

Negli interventi non sono mancate contestazioni a personaggi politici ben precisi, tra cui il sindaco Dipiazza, rappresentato da un pupazzo con i simboli del dollaro sul cappello, abbracciato al vessillo del Comitato No Ovovia. Attacco frontale anche all'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro. "Chi dovrebbe preoccuparsi della transizione ecologica - è stato detto in un intervento - ha parlato di 'uomo al centro del creato'", e quindi di "un maschio che si pone al centro di una relazione patriarcale con una natura a uso e consumo dell'uomo".

Non solo accuse sul linguaggio ma anche sui fatti, in particolare il benestare della Regione sulla futura installazione di quattro impianti di cogenerazione di elettricità sull'oleodotto transalpino da parte della Siot - Tal (che saranno alimentate a metano, per poi passare al biometano in una fase successiva), oltre al disboscamento previsto dalle grandi opere quali Ovovia e ospedale di Cattinara.

"La soluzione - è stato detto - non è sostituire i veicoli a motore con quelli elettrici, comunque inquinanti anche se in misura minore, ma investire nel trasporto pubblico che dev'essere gratuito. A Bari l'abbonamento annuale costa 20 euro, è stato possibile impiegando fondi Pnrr, che qui usiamo per l'Ovovia".

Critiche anche al settore edilizio, che "consuma più energia degli altri, mangia le città e le nostre campagne. Soprattutto a Trieste si va a investire nel nuovo invece di salvaguardare l'esistente, soprattutto nell'edilizia popolare", mentre l'Ater viene accusata di "non fare nulla per le famiglie che vivono in un disagio abitativo, tra muffe e liquami". La crisi ambientale, è stato spiegato più volte negli interventi, "deve essere affrontata prima a livello locale", ma non sono mancate critiche al governo centrale poiché, come confermato da dati ufficiali, "l'Italia è tuttora il sesto finanziatore di combustibili fossili al mondo". 

Fridays For Future

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"No a Ovovia, fonti fossili e patriarcato", le nuove battaglie dei Fridays For Future

TriestePrima è in caricamento