Guardie giurate nei parchi, il Comitato Diritti Covid 19: "Non negate i giochi ai bambini"

La replica del vicesindaco Polidori: "Nessuno scopo punitivo, solo informativo. Il divieto viene dal Governo, non dal Comune". Il Comitato si è creato spontaneamente da cittadini perplessi dalle misure di lockdown e propone, invece del divieto di utilizzare i giochi, "una frequente igienizzazione"

Il Comune mette i "vigilantes" a presidiare i giochi per bambini, ma alcuni cittadini si oppongono. La misura, che prevede quattro guardie giurate in ausilio alle forze dell'ordine per sorvegliare i potenziali veicoli di contagio, è entrata in vigore la settimana scorsa ed era stata illustrata dal vicesindaco Polidori agli organi di stampa. In particolare, il provvedimento ha smosso il Comitato Diritti Covid 19, un gruppo nato da alcune persone che hanno espresso perplessità per la fase più rigida del lockdown. Il gruppo si è poi ampliato fino a raggiungere i 500 firmatari a un appello di critica alle misure restrittive rivolto al Governo. 

La lettera

A livello locale e relativamente alla vigilanza dei giochi, il Comitato invia una lettera al sindaco Dipiazza, al vicesindaco Polidori e al governatore Fedriga. La missiva, inviata anche alla nostra redazione e firmata dalla portavoce Silvia D'Autilia, spiega che "Abbiamo riflettuto su alcune criticità che l’emergenza ha prodotto, occupandoci anche dei bambini e del loro diritto al gioco, alla socializzazione e all’interazione a lungo negato. La mancanza di una regolamentazione alternativa per la loro situazione si è tradotta in questo periodo in una mera sequela di divieti".

Il Comitato teme quindi "una negazione delle possibilità ludiche a priori, senza l’elaborazione di linee guida" e ritiene che "non sono solo i giochi degli spazi verdi ad essere potenziali veicoli di contagio, ma anche panchine, ascensori, ringhiere, pavimenti e in definitiva qualsiasi superficie con la quale i nostri piccoli e noi adulti entriamo inavvertitamente in contatto, è evidente che non è vietandone il loro utilizzo che si risolve il problema".

Nella lettera si propone quindi un'alternativa: "Se proprio la logica è quella dell’igienizzazione esacerbante, non si potrebbe sostituire il servizio di vigilanza, la cui presenza in un contesto dedicato all’infanzia è indiscutibile motivo di accoramento, con un personale deputato all’igienizzazione frequente di queste aree?"

La replica del vicesindaco

"Non si vuole punire, solo informare" replica il vicesindaco Polidori, contattato al telefono, e spiega che il divieto è contenuto nel Dpcm del Governo e non è un'ordinanza del Comune. "La decisione di fare un servizio di monitoraggio per i giardini, quindi non solo delle aree giochi, da parte delle guardie giurate, non è, né potrebbe essere, a scopo punitivo, non potendo queste ultime sanzionare: lo scopo è principalmente preventivo e di informazione sul divieto in essere. È bene chiarirlo una volta in più, visto il fraintendimento di alcune persone sulla questione".

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"Se poi vogliamo entrare nel merito del divieto - spiega Polidori -, io personalmente sono dell’idea che sono e devono essere i singoli cittadini a dover essere responsabilizzati sui loro comportamenti (e quindi anche sulle attività dei loro figli): nella fattispecie, da genitore, concordo sul fatto che un gel igienizzante alla fine dei giochi possa essere un valido aiuto preventivo; ma ripeto, il decreto non è mio, e l’intento è tutt’altro che punitivo".

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