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Foto regione FVG

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Grande Guerra, concerto Monte Santo: ricongiunte le aree martoriate dal conflitto

La presidente Serracchiani: «Oggi, a distanza di 100 anni dalla Grande Guerra, la Regione Friuli Venezia Giulia con Mittelfest, al quale forse più di sempre abbiamo voluto dare una caratura internazionale, non poteva 'non esserci'»

"Un concerto per ricordare tutti i Caduti, negli anni del centenario della Grande Guerra, in un luogo assolutamente simbolico, e per rammentare, soprattutto in questi momenti, quanto è importante e necessaria la pace".

E dunque proprio il Monte Santo (Sveta Gora in sloveno, Heilingenberg in tedesco), in Slovenia ma a pochi chilometri da Gorizia, uno dei tragici luoghi-simbolo della Grande Guerra, come ha osservato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, ha accolto nuovamente questa sera la grande musica per il concerto dedicato "ai Caduti di tutte le Nazioni": giovani italiani, sloveni, austriaci che sotto due diverse bandiere combatterono nel primo conflitto mondiale in uno dei punti più aspri e drammatici - l'altopiano della Bainsizza - del fronte italoaustriaco, in particolare nel corso del 1917.

Un concerto, quello promosso oggi, al santuario mariano, dalla Regione Friuli Venezia Giulia congiuntamente e significativamente, ha sottolineato Serracchiani, a Mittelfest e Festival delle Nazioni di Città di Castello (il concerto verrà replicato fra due giorni proprio nella città umbra, in un'edizione centrata sull'Austria, "ricordando la prima guerra mondiale"), che idealmente si coniuga all'evento musicale dei primi di luglio dello scorso anno al Sacrario di Redipuglia, allorchè Riccardo Muti diresse la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi di fronte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed ai Presidenti di Slovenia e Croazia.

Senza dimenticare poi, che sempre in omaggio ai Caduti e alla Pace, nel maggio del 2014 suonò qui anche il violino di Uto Ughi e 97 anni fa, nell'estate 1917, Arturo Toscanini vi diresse il concerto di una banda militare per rincuorare i fanti nel corso del sanguinoso teatro di guerra che fu l'11.ma "battaglia dell'Isonzo". 61604_1serracchianiConcertoMonteSanto23ago15-2

Oggi, a distanza di 100 anni dalla Grande Guerra, come ha sottolineato la presidente Serracchiani, "la Regione Friuli Venezia Giulia con Mittelfest, al quale forse più di sempre abbiamo voluto dare una caratura internazionale, non poteva 'non esserci', rammentando quanto tutte queste nostre terre siano state purtroppo scenario di sanguinose battaglie".

"Il concerto è stata una grande occasione per ricongiungere ulteriormente queste aree di confine dopo decenni di separazione", ha commentato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti dopo l'odierno evento musicale, diretto da Ernest Hoetzl, che ha guidato l'Euro Symphony Sfk, nata in Carinzia nel 2002 e composta da giovani musicisti austriaci, italiani e sloveni.

"Un concerto splendido" ha aggiunto Torrenti, con musiche, da Brahms a Strauss figlio, a Beethoven, "che si sono rivelate particolarmente opportune in quanto hanno ricordato non soltanto il centenario della Grande Guerra ma anche il bicentenario del Congresso di Vienna (la sinfonia n.8 di Beethoven fu presentata a Vienna proprio nel 1814, ndr), riportandoci a una storia più antica delle nostre terre".

Secondo l'assessore, "l'evento 'riunisce' dopo cento anni queste zone di confine. È necessario proseguire su questa strada anche attraverso altre iniziative di grande spessore: dopo Muti e Hoetzl, intendiamo concretizzare altre collaborazioni d'eccellenza sul nostro territorio", anche perché, ha concluso, "il valore della musica è assoluto, rappresenta un linguaggio universalmente comprensibile che porta con sé la storia e la bellezza d'Europa. Anche questa sera, ascoltando la musica si capisce quanto essa non divida ma sia portatrice di comuni valori".

Anche se non pare proprio che abbiamo molto compreso dalla storia: "avverto un certo arretramento culturale", ha dichiarato la presidente Serracchiani: "quest'Europa a cui tanti di noi hanno creduto, quest'Europa nella quale siamo cresciuti, stenta ancora ad emergere. Un'Europa più politica, quella dei popoli, sembra ancora lontana, tanto più in queste giornate nelle quali vediamo alzarsi i muri, respingere le persone, e oggettivamente creare le condizioni di una divisione a cui non eravamo abituati ormai da tempo".

Al concerto di oggi, accanto al presidente del Festival delle Nazioni di Città di Castello, Giuliano Giubilei, sono intervenuti anche l'ambasciatore d'Italia a Vienna, Giorgio Marrapodi, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, il direttore artistico di Mittelfest, Franco Calabretto, il direttore del Sacrario militare di Redipuglia Norbert Zorzitto ed il direttore artistico del festival umbro, Aldo Sisillo.

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