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Martedì, 9 Agosto 2022
Il caso a San Giacomo / S. Giacomo - Ponziana / Via Cristoforo Colombo, 12

"Qualcuno ha dato fuoco alle porte", a San Giacomo scoppia il caso

E' quanto viene confermato dai vigili del fuoco e dai carabinieri, intervenuti nel pomeriggio di ieri 16 luglio in via Cristoforo Colombo, nel grattacielo sito al civico 12. "Poteva finire molto peggio" così alcuni residenti. Sullo sfondo l'ombra di un clima non particolarmente sereno, tra operai che lavorano e condomini spazientiti

TRIESTE - Le due porte al quarto piano del grattacielo portano i segni dei tappetini dati alle fiamme nel pomeriggio di ieri 16 luglio e raccontano di un episodio che avrebbe potuto assumere contorni ben più inquietanti. Il rione in questione è San Giacomo, la via, tra casette basse un tempo abitate da operai del cantiere San Marco ed alti palazzi di ben più recente costruzione, è intitolata all'esploratore Cristoforo Colombo. Ma non serve aver scoperto l'America per capire che una zona tranquilla e senza eclatanti fatti di cronaca, poteva trasformarsi, per un sabato pomeriggio, in un viaggio all'inferno. 

I fatti

Fa caldo e sono da poco passate le 16 quando qualcuno (al momento ignoti) pensa bene di dare alle fiamme gli zerbini che sono posizionati davanti a due appartamenti. I due principi di incendio si sviluppano velocemente e carbonizzano la base delle porte. Poi, nel giro di poco tempo, si spengono da soli. "Ho spostato i tappetini, poi sono arrivati i vigili del fuoco ma le fiamme già non c'erano più" racconta una persona residente nel grattacielo, interpellata da TriestePrima. Dopo i vigili del fuoco arrivano sul posto anche i carabinieri che informano le persone offese della possibilità di sporgere denuncia. "Avete novanta giorni di tempo" fanno sapere i militari dell'Arma. Ma al di là della mera cronaca, dietro all'incendio potrebbe nascondersi qualcosa di diverso. Cosa è successo veramente? Alcuni dettagli raccolti da TriestePrima sul posto potrebbero risultare utili per individuare le eventuali e possibili responsabilità. 

Operai avanti e indietro

Uno degli appartamenti del quarto piano è in totale ristrutturazione, acquistato "meno di un anno fa" da una giovane triestina (che TriestePrima ha tentato di contattare, senza fortuna). "Lavori importanti - spiega un residente -, con gli operai che vanno avanti ed indietro, su e giù per le scale o usando l'ascensore". Si crea quindi una situazione (anche per altri appartamenti in ristrutturazione, negli altri piani) per cui qualche condomino inizia a spazientirsi. La conferma di un clima non particolarmente sereno nel palazzo proviene anche da una bacheca sita al piano terra che, nel recente passato, ha ospitato un velenoso botta e risposta. "Dovete vergognarvi" e "bisogna lasciare pulito", oppure una difesa d'ufficio nei confronti di chi invece è in terlìs tutto il giorno. "Lasciateli lavorare". 

Il precedente di via Galilei

I due principi d'incendio sono presumibilmente opera della stessa mano. "Fortunatamente non vi sono state grosse conseguenze" afferma un altro residente del grattacielo. All'ingresso del grattacielo un signore anziano dice di abitare proprio al quarto piano ma di non sapere niente dell'accaduto. "Forse gli operai hanno usato la fiamma ossidrica" afferma, senza saper fornire particolari dettagli sull'episodio. Ma la pista è più vicina alla natura dolosa che ad un banale incidente. A Trieste c'è anche un precedente. Tempo fa in un condominio di via Galilei, vicino al Giardino pubblico De' Tommasini, le baruffe tra due condomini avevano innescato dei principi d'incendio, scaturiti dopo che qualcuno aveva dato fuoco a dei foglietti di carta, appiccicandoli nell'intercapedine della porta. 

TriestePrima ha tentato senza fortuna di mettersi in contatto con la proprietaria dell'appartamento al quarto piano. La redazione resta a disposizione per eventuali chiarimenti o precisazioni. 

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