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Lavoro Sommerso, Mancata Emissione Scontrini, Prodotti Contraffatti. I Risultati della "Retata" della Gdf a Trieste e Provincia

E' stato ultimato il "Piano Coordinato di controllo Economico del Territorio" che la Guardia di Finanza ha eseguito nel periodo 30 aprile - 6 maggio 2012 a Trieste e provincia.Pattuglie in abiti civili hanno effettuato attività ispettive in...

E' stato ultimato il "Piano Coordinato di controllo Economico del Territorio" che la Guardia di Finanza ha eseguito nel periodo 30 aprile - 6 maggio 2012 a Trieste e provincia.
Pattuglie in abiti civili hanno effettuato attività ispettive in materia di scontrini e ricevute fiscali e lavoro sommerso, riservando particolare attenzione ai territorio di Sgonico, Opicina; Monrupino e Rabuiese.
Militari in divisa hanno inoltre, perlustrato numerosi quadranti del territorio giuliano per la prevenzone e repressione dei fenomeni dell'abusivismo e della vendita di merce contraffatta; i baschi verdi hanno cos' eseguito sistematiche perlustrazioni e sequestri soprattutto in aree particolarmente esposte a tali fenomeni illeciti.

In materia di emisisone di scontrini fiscali sono stati eseguiti 118 controlli che hanno portato alla constatazione di violazioni per mancata o irregolare emissione nel 20% dei casi.

Sia i soggetti controllati che coloro a cui sono state contestae irregolarità di varia natura, risultano riconducibili alle molteplici categorie di esercenti che compongono il tessuto economico-commerciale del territorio giuliano.

Tali irregolarità vanno ad aggiungersi alle 137 violazioni in materia di scontrini e ricevute fiscali già individuate dalla Guardia di Finanza, sul territorio dell'intera provincia, nei primi quattro mesi dell'anno.

Nel settore lavoro sommerso sono stati condotti 5 interventi eni confronti di altrettanti esercizi pubblici che hanno permesso di acceertare l'0impiego, totalmente in nero di 4 lavoratori.

In materia di contrasto all'abusivismo ed alla vendita di prodotti contraffatti, nel corso delle attività sono stati eseguito diversi interventi che hanno portato al sequestro di oltre 390.000 pezzi ed alla denuncia di una persona di nazionalità cinese nonchè alla segnalazione alle cometenti autorità amministrative di ulteriori 5 soggetti, di vari enazionalità esercenti attività comemrciali.

Merita di essere evidenziata anche la scoperta, presso un albergo della provincia, di un meeting organizzato da alcuni soggetii e foinalizzato alla divulgazione di una cd. vendita piramidale" meglio nota come catena di s. Antonio, meccanismo in base al quale gli organizzatori basano i propri ricavi unicamente sulla diffusione e proliferazione di sub-agenti i quali, per entrare nel circuito, dovevano corrisopndere una quota di ingresso di circa 700 euro.

Tale pratica commerciale, fortemente dannosa degli interessi dei consumatori è prevista come reato dal 2005.

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