Maria Chiara, laureata con lode nonostante la sindrome di Down e una scuola pubblica impreparata

La studentessa goriziana ha completato con le sue forze un percorso pieno di ostacoli, durante il quale la scuola pubblica non l'ha aiutata a raggiungere il suo sogno

Foto: Udine Today

L'impossibile non esiste, non esiste l'impossibile, diceva Stefano Benni in "Baol". Ma quando anche ciò che sembra difficilissimo accade, la magia sta nel capire che l'impossibile stava soprattutto nella testa dei più, e non nella realtà dei fatti. Oggi a Udine si è laureata con il massimo dei voti Maria Chiara Coco, brillante studentessa nata a Gorizia il 24 gennaio 1993, ultima di quattro fratelli. cosa c'è di strano, vi chiederete. In effetti ben poco, anche a pensare che Maria Chiara è nata con la sindrome di Down. E lo diciamo con scarsa retorica perché davvero siamo convinti che il difficile stia soprattutto nel credere che questo non fosse un traguardo quasi impossibile da raggiungere. Invece il traguardo era lì e Maria Chiara lo ha tagliato con competenza e un sorriso smagliante.

Qui il video su Udine Today

La laurea

La studentessa goriziana ha conseguito la laurea triennale in Lettere con il punteggio di centodieci e lode, discutendo una tesi di carattere interdisciplinare che lega storia dell’arte antica e letteratura latina dal titolo “Piramo e Tisbe in Ovidio: immagini e parole” dedicata al papà scomparso qualche mese fa. Il suo relatore è stato relatore Matteo Cadario, docente di archeologia classica, mentre il correlatore è stato Marco Fucecchi, docente di letteratura latina, entrambi del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. Anche per lei, così come per moltissimi altri studenti in questo periodo, si è trattato di una laurea online, circostanza che non ha spostato di una virgola la soddisfazione per il risultato raggiunto. «L'oggetto della tesi lo ha scelto lei da uno spunto personale nato durante un laboratorio teatrale su "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakspeare,. Maria Chiara - conferma la mamma Lorenza - è una ragazza che non si lascia condizionare e che ama studiare: il lavoro della tesi le ha dato molta soddisfazione e che le ha fatto prendere gusto man mano che andava avanti, facendole superare ostacoli come l'uso del latino e del greco».

Maria Chiara Coco è la prima studentessa con sindrome di Down a laurearsi all'Università di Udine

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La discussione

«La tesi di Maria Chiara Coco - dice Matteo Cadario - testimonia il suo sincero entusiasmo per il mito, l’iconografia e la cultura classica». La sessione di laurea si è svolta in modalità online, attraverso la piattaforma Microsoft Teams che è stata utilizzata in queste settimane dall’Università di Udine per far partire gli insegnamenti a distanza del secondo semestre e tenere le sessioni di laurea già programmate. La laureanda si è collegata da casa e ha discusso la tesi con la commissione, che è intervenuta con domande e osservazioni. A fianco di Chiara, la madre, emozionata e soddisfatta per questo traguardo raggiunto. «Maria Chiara si sarebbe dovuta laureare in altra modalità, in presenza in aula. Le è dispiaciuto, perché avrebbe avuto tutto un altro sapore, ma è stato fatto un collegamento a cui hanno partecipato tanti amici», conferma la mamma Lorenza. 

Chi è Chiara

A descriversi è lei stessa, tramite il suo blog "dellapoesiaealtro".

Grazie agli stimoli ricevuti in famiglia, ho sviluppato presto un forte interesse per la lettura e lo studio. Nel 2014 ho conseguito il Diploma di Dirigente di Comunità presso l’ITAS “Mazzini” di Treviso con votazione di 85/100.
Ho iniziato a scrivere poesie nel 2001. Finora ho conseguito oltre 70 tra premi e segnalazioni in molti Concorsi Letterari nazionali e internazionali.

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I suoi scritti e le sue collaborazioni ormai non si contano quasi più e nemmeno i suoi interventi in convegni sul tema della disabilità e del diritto alla parola

Durante tutto il suo percorso di studi Maria Chiara Coco è stata affiancata dal Servizio di assistenza agli studenti disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento dell’Area servizi per gli studenti dell’Ateneo. «È questo – conclude Daniele Fedeli, delegato agli studenti - un altro segno dell’attenzione che l’Ateneo di Udine riserva agli studenti con bisogni speciali, confermando la propria vocazione inclusiva».

Il percorso sempre in salita

«Oggi festeggiamo e basta, perché questo è un grande risultato che porta con sé il superamento di numerose barriere con pregiudizi  sul fatto che alcuni ragazzi non possano ragigungere certi traguardi». A parlare, emozionata ma soprattutto orgogliosa, è Lorenza, la mamma di Maria Chiara.

«Maria Chiara parla a suo modo e per le difficoltà che ha, i suoi esami sono stati fatti tutti in forma scritta. Dal 2003, con altri genitori abbiamo fondato a Gorizia l'associazione Diritto di Parola che si occupa proprio di questo, creando uno strumento alternativo per comunicare, uno strumento che non funziona solo per lo studio ma anche per le relazioni personali, per aiutare le persone come Maria Chiara a tirare fuori quello che hanno dentro e che in forma verbale non riescono a esprimere». Che lo strumento funzioni si capisce dal blog di Maria Chiara, dove si possono leggere alcune delle sue poesie e dei suoi pensieri. Ma possono confermarlo anche i professori che l'hanno tenuta a tesi, stupiti della sua proprietà di linguaggio.

La Comunicazione facilitata alfabetica

L’Associazione Diritto di Parola ONLUS di Gorizia è nata nel 2003 per volontà di genitori, insegnanti e persone sensibili alle tematiche dell’inclusione dei diversamente abili nei vari ambiti di vita, familiare, scolastica e sociale. Si prefigge di favorire e o ampliare le occasioni di relazione e di comunicazione delle persone prive di linguaggio vocale funzionale e di offrire loro, come strumento per superare le difficoltà di espressione autonoma del proprio pensiero e dei propri bisogni, il supporto della CFA Comunicazione Facilitata Alfabetica – Tecnica  Alternativa del Linguaggio®.

«È una tecnica abbastanza invisa, è sette anni che pubblichiamo una rivista fatta unicamente da ragazzi con problematiche comunicative ma che hanno un grande lessico - ci racconta Lorenza -. Uno strumento che però nella scuola dell'obbligo non viene riconosciuto mentre all'Università, complice un'apertura e un livello culturale più alto sì».

Il percorso di studi di Maria Chiara, infatti, non è stato per nulla semplice, fin dalle elementari. «Maria Chiara è stata ostacolata tantissimo, ma non solo alle superiori dove non volevano farla proseguire costringendoci a trasferirla a Treviso, dove poi si è diplomata proseguendo per vie private, ma fin dai primi anni di scuola dell'obbligo. E lo stesso è toccato ad altri ragazzi, anche della nostra associazione». Rammarico e speranza si nascondono dietro alle parole della mamma di Maria Chiara, ex insegnante di liceo che ammette di «essere molto delusa da quello che non ha fatto e non fa la scuola dell'obbligo per persone con difficoltà ma con capacità e voglia».

E Maria Chiara è una di queste. «Fin da bambina il suo sogno era laurearsi e se ce l'ha fatta è per merito della sua tenacia e della sua consapevolezza di essere un'apripista per tante persone che come lei ce la possono fare con i giusti strumenti».

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Il dopo laurea

E visto che per Maria Chiara la letteratura è passione ma anche studio, lei ha già cominciato a seguire alcune lezioni della laurea magistrale in italianistica, buttando anche l'occhio su qualche altro percorso sempre a Udine. La sua storia, come quella di altri due ragazzi dell'associazione goriziana, che si sono laureati a pieni voti a Pisa, deve essere motivo di gioia e di profonda riflessione. «La scuola italiana sta chiudendo sempre di più le porte alle persone con disabilità, mentre le associazione di volontari mettono sempre di più risorse personali nella ricerca: noi ne abbiamo condotta una molto seria con un'Università inglese e una americana per validare le tecniche che possono far emergere intelligenze negate, ma ci rendiamo conto che è una lotta alla Don Chisciotte».

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