Cronaca

"L'orologio di Monaco", il film che racconta Giorgio Pressburger

Presentato in piazza Unità d'Italia il film "L'orologio di Monaco" di Mario Caputo che racconta in prima persona la vita di Giorgio Pressburger, artista di fama internazionale nato a Budapest e triestino d'adozione. Il film è narrato dallo stesso Pressburger e tratto dai suoi racconti autobiografici

La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e l'assessore alla Cultura, Gianni Torrenti, hanno presenziato la sera del 27 febbraio a Trieste, nella sede di piazza Unità, alla presentazione del documentario "L'orologio di Monaco", di Mauro Caputo, racconto in prima persona del regista, scrittore e drammaturgo Giorgio Pressburger, nato a Budapest e triestino d'adozione, una delle figure più rappresentative del panorama culturale italiano ed internazionale.

Alla presentazione, introdotta dal critico cinematografico Paolo Lughi, erano presenti, tra gli altri, sia Pressburger, che il regista, Caputo. Presentato all'ultimo Festival del Film di Roma come evento speciale, il documentario è tratto da una serie di racconti autobiografici, pubblicati da Einaudi, e racconta vita ed opere dello scrittore mitteleuropeo e della sua famiglia, in cui, risalendo nell'albero genealogico, sono confluiti alcuni grandissimi nomi della cultura dell'Europa moderna. Karl Marx, il poeta tedesco Heinrich Heine, il compositore e direttore d'orchestra Felix Mendelssohn, il filosofo e matematico austriaco Edmund Husserl, il regista di "Scarpette rosse" Emeric Pressburger, il regista scozzese e premio Oscar Kevin Macdonald sono tra i personaggi di cui si parla nella pellicola, in cui la voce narrante è dello stesso Pressburger, il quale con intensa emozione rivive le vicende umane di cui è stato osservatore e partecipe.

Dalla nascita a Budapest alla partenza in seguito all'invasione sovietica del 1956, passando per la "sua" Trieste e per un vagabondaggio culturale lungo l'Europa del '900. Ne deriva un racconto appassionato, che fa parlare non solo gli uomini ma anche i paesaggi e le cose, attraverso suggestive immagini di alcuni luoghi di Trieste, come il cimitero ebraico, la Risiera di San Sabba, la libreria Umberto Saba, lo storico Caffè San Marco, la centrale idrodinamica di Porto Vecchio, ma anche di Londra o di località della vicina Slovenia. Il tutto insieme a filmati di repertorio dell'Archivio Luce.

«Ognuno è il frutto di milioni di condizionamenti - dice Pressburger nel film - nonostante la libertà di agire nel gioco della vita e tutte le vite sono intrecciate le une alle altre». «L'idea del documentario nasce dai racconti di Pressburger - ha spiegato il regista, il triestino Mauro Caputo - ho avvertito subito la forza di quelle parole e, nello steso tempo, ho capito il difficile e delicato compito di realizzarne un film. Nella voce di Giorgio traspare nettamente una grande forza emotiva, è stato emozionante lavorare con lui e con grandi protagonisti della storia». Dopo la presentazione al Festival di Roma, "L'orologio di Monaco", prodotto da Vox Produzioni, musiche di Alfredo Lacosegliaz, sarà ora proposto nelle sale da Istituto Luce-Cinecittà.

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