Cronaca

"Intitolare il viale principale del Porto Vecchio a Primo Rovis": Futura porta la mozione in Consiglio

L'annuncio dell'operazione è arrivato in occasione di una conferenza stampa convocata davanti all'entrata dell'antico scalo asburgico

La città di Trieste intitoli una piazza o una via a Primo Rovis. La richiesta arriva dal movimento politico Futura che annuncia la presentazione, a firma di Roberto De Gioia, di una mozione per ricordare il grande benefattore, nonché imprenditore del caffè e di origini istriane, attraverso l'intitolazione di largo Santos o del viale centrale di Porto Vecchio. "Durante l'ultimo periodo - così Franco Bandelli - si è parlato tanto dell'antico scalo ma sembra che Rovis, che in quell'area aveva lavorato per moltissimi anni, sia stato completamente dimenticato. Per questo motivo chiediamo che la città si ricordi di lui come lui si è sempre ricordato della sua Trieste e dei suoi concittadini". 

"Evidenti ricadute culturali e turistiche"

Ad aprire il varco nella toponomastica ci ha pensato Rina Anna Rusconi, esponente di Futura e guida turistica. "Attraverso il significato dei toponimi triestini possiamo ricostruirne l’aspetto a partire dalla Tergeste romana, cresciuta nel tempo tra mare e colline e possiamo fotografare un luogo in singole fotografie di varie epoche storiche. Ecco perché riteniamo che anche Trieste meriti l'attenzione che altre città dimostrano in questo settore e che l’opera venga completata nell’ambito di un progetto di arredo urbano che ovviamente ha evidenti ricadute anche da un punto di vista culturale e turistico". 

Primo Rovis: il personaggio

Nato in un piccolo paesino dell’Istria centrale Rovis giunse giovanissimo a Trieste e in breve tempo mise a frutto la sua capacità imprenditoriale aprendo l’azienda Cremcaffè che diventò un “marchio” di successo, portando il nome di Trieste in tutto il mondo. "Protagonista per decenni della vita della città e innamorato convintamente di Trieste - così Bandelli -, Rovis si rivelò ben presto anche un grande filantropo, aiutando tante persone in difficoltà che si rivolgevamo direttamente a lui, ma soprattutto la città di Trieste con delle ingenti donazioni. Convinto autonomista, ma non ha mai pensato a creare divisioni all'interno della regione, ma solo al bene di Trieste, auspicandone una svolta di autonomia rispetto a Udine". 

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