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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Profughi a Trieste, Rovis: «Ecco chi e come li gestisce e quanto vale l'assistenza»

10.35 - Il consigliere comunale fa chiarezza sui numeri dei richiedenti asilo che stanno scatenando proteste dei cittadini e bagarre politica

Negli ultimi giorni, in seguito allo spostamento di alcuni richiedenti asilo dall'ex scuola di via Combi all'hotel Tritone di Barcola e alla conseguente raccolta firme si è accesa una forte protesta dei cittadini all'indirizzo del Sindaco e una altrettanto intensa bagarre politica. A far luce sui numeri è stato il consigliere comunale Paolo Rovis (capogruppo Pdl in Consiglio comunale) che sul suo blog ha illustrato la situazione, «grazie anche alla disponibilità, i dati e i documenti forniti dall'Area Protezione Sociale del Comune di Trieste».

Per iniziare Rovis ha fatto la conta dei rifiugiati ospitati a Trieste: «A fine ottobre 2014, questa era la situazione nella nostra città: 20 posti presso il “Teresiano” con gestione a cura della Fondazione Caritas di Trieste; 13 posti presso la Foresteria di via Chiadino con gestione a cura della Fondazione Caritas; 20 posti presso il Villaggio del Fanciullo con gestione a cura della Fondazione Caritas; 50 posti presso la ex casa di riposo di via Gozzi, con gestione a cura di ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà); 16 posti presso l'ex centro di salute mentale di via S. Vito, con gestione a cura di ICS; 23 posti preso appartamenti dell'ICS in via Corridoni n. 4; 33 posti presso Residence Sara (9 appartamenti con gestione a cura di ICS); 6 posti presso appartamento dell'ICS in via D'Alviano; 6 posti presso appartamento dell'ICS in via Madonna del Mare; 28 posti presso il campeggio Excelsior di Fernetti con gestione a cura di ICS; 18 posti presso l'albergo Baia Degli Uscocchi al Villaggio del Pescatore; 15 posti presso l'Hotel Città di Parenzo; 15 posti presso l'Hotel Villa Nazareth; 50 posti presso la ex scuola Combi che vengono messi a disposizione solo in caso di estrema emergenza». Il totale è di 330 persone ospitate sul territorio comunale.

«Si noti - sottolinea Rovis sul blog - che non è il Comune a occuparsi direttamente dei richiedenti asilo, bensì strutture private e, nella maggioranza dei casi, due associazioni: la Caritas e l'ICS. A quale titolo lo fanno? Attraverso convenzioni tra la Prefettura e i soggetti preposti all'assistenza. Nel caso di Caritas e ICS, però, la convenzione non è diretta. La Prefettura affida il "lavoro" al Comune e questi, a sua volta, lo passa con una propria convenzione alle due Associazioni».

Ma cosa prevedono le convenzioni e quale forma di assistenza è dovuta ai richiedenti asilo? «Vengono stanziati ed erogati dal Governo 35 euro al giorno per assistito - spiega Rovis -. Soldi che passano per il Comune, il quale li gira integralmente a Caritas e ICS. Di questi, 2,50 euro vengono erogati dalle Associazioni in contanti al profugo, il cosìdetto "pocket money", mentre il resto viene speso da Caritas e ICS per la sussistenza delle persone affidate». 

Quest'ultimo punto però vede una sostanziale differenza tra le richieste della Prefettura e quelle convenzionate tra il Comune e Caritas e ICS: «in questa seconda convenzione infatti un generico "servizio di ospitalità, comprensivo di pernottamento e pasti" appare qualcosa di molto più blando rispetto alla preparazione di tre pasti, all'abbigliamento da fornire, alle pulizie, ai prodotti per l'igiene personale ecc - spiega il consigliere triestino -. Ricordiamo che gli euro ricevuti sono sempre 35. Al giorno, a testa. Ancora, a parità di costo, è lecito chiedersi se l'ospitalità resa da una struttura alberghiera sia allo stesso livello di quella ottenibile in un appartamento privato - affittato per la circostanza - che ospita 6/8 persone. E se i costi sostenuti per ogni persona siano gli stessi».

blog rovis richieste prefettura per rifugiati-2

blog rovis convenzione comune per rifugiati-2

«L'accoglienza dei richiedenti asilo vale un "fatturato" di circa 4,5 milioni l'anno nella sola città di Trieste. Soldi pubblici il cui uso, previsto da norme europee e nazionali, sarebbe giusto venga rendicontato con totale trasparenza - chiede Rovis -. Così da conoscere precisamente quanto viene speso in stipendi per gli assistenti e mediatori, quanto per le pulizie, quanto per la preparazione dei pasti, quanto per l'acquisto di vestiario, quanto per gli affitti, eccetera. E, oltre a quanto, anche a quali ditte e cooperative vengono affidati tali servizi e acquisti. L'assessorato comunale competente si è impegnato a ottenere e rendere pubblici questi dati, in tempi brevi. Rimaniamo in fiduciosa attesa. Con la consapevolezza - conclude Paolo Rovis - che quanto saranno più chiari e diffusi costi e metodi di gestione, tanto più si eviteranno strumentalizzazioni e illazioni di ogni tipo sul complesso tema dei flussi migratori causati da guerre, violenze, distruzioni e sulla gestione locale di questi drammi».

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