Pugni e calci a bambini di 7 e 8 anni: indagato il padre

La drammatica vicenda che avevamo già raccontato giunge a una svolta: si apre un procedimento penale nei confronti del padre 45enne, accusato di presunti maltrattamenti. I bambini sono stati ora collocati in una comunità insieme alla madre. Una storia che si snoda tra Trieste e Gorizia

Calci, pugni e insulti ai due figli di 7 e 8 anni: una storia di presunti maltrattamenti in famiglia che vede indagato un uomo di 45 anni. Una drammatica vicenda che si snoda tra Trieste e Gorizia, dove l'uomo è residente. È ora in atto un procedimento penale nei suoi confronti da parte della Procura di Gorizia, un fascicolo aperto dalla pm Ilaria Iozzi. Dopo la separazione dell'uomo dall'ex moglie 32enne i bambini, all'epoca conviventi con il padre, avrebbero ricevuto da lui, secondo i capi d’accusa, non solo percosse e umiliazioni ma anche disinteresse e scarsa cura, soprattutto per quanto riguardava la loro igiene personale. In più il 45enne sarebbe stato dedito allo smodato consumo di alcolici, motivo per cui è stato anche seguito dal Sert. Sotto l'effetto dell'alcol, sempre secondo i capi d'accusa, avrebbe perso più volte la calma picchiando i bimbi, anche in presenza di terzi. In quel periodo, in particolare, l'uomo avrebbe imposto ai figli anche la convivenza con due persone estranee alla famiglia, con cui era solito consumare alcolici.

Minacce alla madre e al compagno

Non solo, quando l'ex moglie e il nuovo compagno venivano a prendere i bambini nei weekend concordati, il 45enne avrebbe inveito violentemente contro la coppia, minacciandoli di morte con un coltello. Le minacce sarebbero avvenute anche davanti ai bambini. Secondo i capi d'accusa, nel maggio del 2019, l'uomo si sarebbe opposto alla consegna dei bambini e avrebbe aggredito il fidanzato della madre brandendo l'arma da taglio e pronunciando questa frase: “Vi faccio un buco in testa, preferisco mettere i bambini in orfanotrofio piuttosto che darli a te”. La furia dell'uomo sarebbe stata sedata dall'intervento di uno dei suoi coinquilini. Altre volte l'imputato dava appuntamento alla madre dei suoi figli, all'epoca residente a Trieste, per affidarglieli nei weekend concordati. Poi, a quanto riportato dalla donna, non si presentava, costringendola a fare dei viaggi a vuoto.

Dalle testimonianze dei bambini e dopo aver notato alcuni lividi sui loro corpi, la madre ha prelevato i bimbi dalla casa paterna e si è rifugiata al Goap di Trieste. In seguito, dopo l'intervento del Tribunale dei Minori, i bimbi sono stati collocati insieme alla madre in una comunità, a metà strada tra Trieste e Gorizia. La donna, seguita dall'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano, lavorava nel capoluogo giuliano e ha perso la sua occupazione e unica fonte di sostentamento per stare vicino ai figli. Il 45enne, seguito dall'avvocato Laura Luzzatto Guerrini, è ora indagato per il reato di maltrattamento contro i familiari, che prevede dai tre ai sette anni di carcere. A suo carico gravano già diversi precedenti penali, senza contare le accuse di stalking e maltrattamenti nei confronti della moglie e le minacce contro il suo compagno.

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"La mia assistita - ha dichiarato l’avvocato De’Manzano -, lei stessa vittima di violenza, ha dato prova di grande coraggio nel tutelare i figli, denunciando i soprusi che le venivano riferiti dai  bambini. Ha poi rinunciato al lavoro, a quella minima indipendenza economica di cui godeva e alla sua quotidianità per entrare con i minori in Comunità."

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