Cronaca Via Ponziana

“Boom di richieste di aiuto nel 2020”, Usb fotografa il disagio dei triestini

Il bilancio dell'anno corrente è stato illustrato stamani dal segretario provinciale Colautti. Le richieste d'aiuto per le richieste di reddito di cittadinanza e al reddito di emergenza sono aumentate di 12 volte. Molte le inedite situazioni di disagio in un assetto economico sconvolto dalla pandemia

In un 2020 colpito dalla pandemia e dalla crisi economica, Usb ha registrato un aumento esponenziale delle pratiche per le misure a sostegno del reddito: circa 12 volte il numero di richieste formulate l'anno scorso. Lo ha dichiarato nella consueta conferenza stampa di fine anno il segretario provinciale Sasha Colautti, specificando che: “Si tratta di una vera esplosione di domanda. In quest'anno, per far fronte alla crescente mole di lavoro, abbiamo assunto 5 persone. Sempre più cittadini si sono rivolti a noi perché la situazione mondiale ha portato a nuove e sempre maggiori situazioni di disagio”. Usb Lavoro Privato, in particolare, ha registrato una crescita del 42%, contro il 17% dell'anno scorso.

Le misure a sostegno del reddito

In particolare, questo incremento di richieste d'aiuto ha riguardato problemi relativi al reddito di cittadinanza, al reddito di emergenza e a misure sempre più urgenti introdotte dal Governo, anche semplicemente per la compilazione dell'Isee. Molte anche le segnalazioni degli iscritti in materia di sicurezza: “Nella prima fase della pandemia abbiamo gestito circa 200 diffide ad aziende in cui i lavoratori non operavano in condizioni di sicurezza e senza tutti i Dpi necessari. In quel momento tutte le aziende volevano rimanere aperte in lockdown anche senza averne il diritto, trovandosi poi in situazioni di crisi dovute al mancato approvvigionamento visto il lockdown generalizzato anche all'estero. Per questo, molti lavoratori sono finiti in cassa integrazione. Una misura che, come ben si sa, è arrivata con ritardi anche di 5 mesi”.

Situazioni paradossali

In alcuni casi, ha poi spiegato il segretario, si sono create situazioni paradossali: le aziende impossibilitate a licenziare non erogavano gli stipendi anche per dei mesi, e i lavoratori si sono rivolti al sindacato per dimettersi e percepire gli aiuti dello Stato. “Situazione aggravata anche da un Inps che non è più in grado di dare risposte, visto che a volte le misure come la Naspi vengono erogate con ritardi anche di otto mesi. Anche per il trasporto pubblico locale Usb si è scontrata molto con la Regione, assistendo alla litania delle aziende del Tpl che volevano continuare a riempire gli autobus nonostante i Dpcm vigenti".

Da non sottovalutare nemmeno il lato umano della crisi: “La pandemia ha reso tutto meccanico, distante e de-umanizzato – spiega Colautti –. Trovandoci in una collocazione volutamente periferica (in via Ponziana a San Giacomo, ndr) veniamo contattati anche da persone disperate vittime di un crescente disagio sociale, che vogliono semplicemente essere ascoltate”.

Nel 2021

Per quanto riguarda i propositi per il 2021, Usb ha come focus dichiarato “la totale ricollocazione dei lavoratori dopo la chiusura dell'area a caldo della Ferriera, specialmente per quanto riguarda la riconversione della centrale elettrica e dei suoi 40 lavoratori”, e ripone "fiducia nello sviluppo dell'area portuale e della piattaforma logistica".

Dichiarata anche la battaglia in favore dei lavoratori impiegati negli appalti, sia pubblici che privati. In particolare, la pandemia ha incrementato le assunzioni degli addetti alle consegne, fortemente sottotutelati, a cui Usb si rivolge per offrire aiuto. Un incremento degli appalti si registra anche nel pubblico, in particolare con le cooperative nei servizi educativi. “Ci rivolgiamo anche al settore sanitario -, conclude Colautti – dove rileviamo grande malcontento verso i sindacati confederali”.

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