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Adriatic Sea Summit / Porto Vecchio

Salvini: "Entro l’anno pronta la riforma dei porti"

Gli interventi all'Adriatic Sea Summit. D'Agostino: "Le concessioni portuali verranno valutate dal primo gennaio 2024 dall’Autorità regolazione trasporti, un ente che non ha nulla a che vedere con la visione governativa”. Salvini: "Non può essere un'Authority o un algoritmo a decidere le concessioni per le singole Autorità portuali"

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che “la riforma dei porti sarà pronta entro la fine dell'anno". Lo ha annunciato il ministro stesso in collegamento con l'Adriatic Sea Summit a Trieste nella mattinata di oggi, lunedì 22 maggio. "L'obiettivo, d'accordo con Edoardo Rixi con cui sto lavorando insieme con diversi operatori, è entro la fine dell'anno, o prima". Nella riforma, ha anticipato Salvini, è prevista una maggiore autonomia “per rispettare la vocazione di ogni Autorità, e limitare il canone al minimo" oltre al tema delle concessioni, "perché non può essere un algoritmo o un'authority a decidere le concessioni per le singole Autorità portuali. Aggiungo anche interventi normativi per semplificare la messa a terra dei tanti fondi che sono previsti e spesso fermi nelle casse delle stesse autorità per i vincoli paesaggistici, burocratici e, ambientali".

Sul tema delle concessioni è intervenuto al summit anche il presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno D’Agostino: “C’è stato un passaggio normativo qualche settimana fa, per rispondere alla richiesta di Bruxelles (che altrimenti non sbloccava una rata del Pnrr), secondo cui le concessioni portuali verranno valutate dal primo gennaio 2024 dall’Autorità regolazione trasporti, un ente che non ha nulla a che vedere con la visione governativa”.

"Il fattore principale - ha spiegato il presidente dell'Authority - deve andare a definire chi saranno i concessionari dei porti. Siamo qui a discutere che alcuni ci piacciono e altri no”, ma “probabilmente discutiamo del nulla perché il soggetto sarà Art in base a un algoritmo che è stato inserito all’interno di questo atto normativo”.

Nell’incontro si è anche parlato del cambio di scenario in ambito portuale dopo gli stravolgimenti degli ultimi anni, tra guerra in Ucraina, Covid e relativi mutamenti negli equilibri geopolitici. In questa situazione, ha sottolineato D’Agostino, la ferrovia si è rivelata “un sistema in grado di essere molto più stabile e reattivo rispetto, ad esempio, al Covid e alla chiusura delle frontiere”, e per questo “sulla ferrovia, solo a Trieste, si stanno investendo 270 milioni di euro”.

Moltre le riflessioni dei relatori sulla Via della Seta alla luce degli equilibri geopolitici in divenire. Sul tema si è espresso anche il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga: “Penso che ormai il contesto internazionale obblighi a fare altre scelte. Se noi pensiamo di entrare in un sistema nel quale qualcuno dall’altra parte del mondo decide cosa può e non può arrivare non solo nel nostro paese ma in Europa, è un problema. Mi sembra che i rapporti commerciali si possono avere con chiunque e con qualsiasi paese ma i rapporti strutturali e strategici bisogna averli con gli alleati occidentali”.

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