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Con un semplice raffreddore si potrà andare a scuola senza tampone

Le linee guida della gestione dell'emergenza Covid nelle scuole del Fvg sono state presentate oggi. Rosolen: "Soddisfatti perché ci siamo mossi per tempo, abbiamo sopperito le carenze di organico e colmato le lacune del ministero". Preoccupazione di Fedriga sugli assembramenti nel Tpl: "Servono più mezzi"

Con i sintomi di un semplice raffreddore senza febbre sarà possibile andare a scuola senza effettuare il tampone, lo stesso vale anche per dolori articolari, tosse o mal di testa lievi, solo in caso dovesse presentarsi uno solo di questi sintomi. Lo prevedono le nuove linee guida della gestione dell'emergenza Covid nelle scuole del Fvg, presentate oggi dal governatore Massimiliano Fedriga, il vicepresidente Riccardo Riccardi e l'assessore all'educazione Alessia Rosolen.

I dati della pandemia

Riccardi ha inizialmente illustrato alcuni dati relativi alla pandemia in Fvg, che dimostrano un tasso di letalità più basso rispetto a quello nazionale: il 6,3% contro il 9,9% in Italia. L'età media dei pazienti positivi si aggira intorno ai 51 anni, con una prevalenza di anziani nella prima fase dell'epidemia per arrivare a una media di trent'anni in agosto, a dimostrare forse una maggior circolazione del virus nella fascia d'età con più interazioni sociali. Un altro dato che dimostra l'importanza della mobilità per la diffusione del contagio è, in ambito scolastico, la maggior diffusione del virus tra gli studenti dagli 11 e i 18 anni rispetto a quelli tra gli 0 e i 10.

Riccardi ha quindi evidenziato che "il dato sul numero delle persone monitorate (165,7 ogni mille abitanti) ci pone in linea con il Veneto, considerata la regione con il miglior livello di sorveglianza". Rilevato poi come la regione si sia dimostrata in grado di sopperire al fabbisogno di terapie intensive, piazzandosi tra i primi posti in una classifica stilata dal Sole 24 ore. "L'andamento della curva della terapia intensiva e dei ricoveri in altri reparti - precisa tuttavia il vicegovernatore - è in rialzo seppur lontana dai numeri gestiti a marzo al momento la domanda ospedaliera è sostenibile e sotto controllo, ma la nostra attenzione è alta".

Rosolen: "Non ci si infetta a scuola, sbagliato chiudere"

“I dati di oggi dimostrano che non ci si infetta a scuola – ha poi dichiarato Rosolen -, le scuole si sono organizzate per prevenire i contagi. Per noi la chiusura degli istituti sarebbe una grande sconfitta perché le scuole sono in cima alle piramide delle esigenze che bisogna garantire”. L'assessore ha poi sottolineato che “Ci siamo attivati già a settembre con i primi casi di positività nei corsi di recupero, non abbiamo aspettato l'inizio dell'anno scolastico e abbiamo superato le difficoltà a livello di organici, non solo di insegnanti ma del personale Ata viste le nuove esigenze di sanificazione. Inoltre abbiamo subito colmato le lacune del ministero dell'Istruzione e del comitato tecnico – scientifico”. Soddisfazione anche riguardo ai test rapidi, distribuiti alle scuole in una prima tranche da 5000, che aumenteranno a 12.500 e, prossimamente, dovrebbero raggiungere quota 40mila. 

Fedriga: "Preoccupazione per il Tpl"

Fedriga ha infine ribadito le sue perplessità riguardo al recente Dpcm, in merito al quale "le regioni non sno state ascoltate". Preoccupazione in particolare sulla questione del trasporto pubblico e degli assembramenti, di cui si parlerà oggi nella Conferenza delle Regioni. “Una questione che ci preoccupa molto - ha detto Fedriga -. A Trieste gli autobus hanno i conta passeggeri, quindi non si è superato l'80% della capienza, ma l'assembramento è sempre un rischio. L'unica alternativa è avere altri mezzi. Abbiamo anche proposto la didattica a distanza in determinati giorni della settimana per le scuole secondarie, in modo da non sovraccaricare i mezzi, ma non siamo stati ascoltati”.

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