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Foto di repertorio

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Scuola, nuova protesta il 26 maggio contro tagli e Dad

I Cobas Scuola Trieste e Gorizia: "Pessimi segnali dal nuovo governo ci arrivano sulle intenzioni di proseguire su questa strada imponendoci la formazione obbligatoria sulla DAD, la reintroduzione dei meccanismi premiali, l’allungamento del calendario scolastico e l’ingresso del settore privato nelle scuole attraverso i patti di comunità"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Cobas scuola Trieste e Gorizia

Durante la pandemia sono tragicamente emersi i problemi che affliggono la scuola da molto tempo: precarietà, inefficienze e disorganizzazioni, conseguenze del processo di aziendalizzazione avviato negli anni Novanta.  Pessimi segnali dal nuovo governo ci arrivano sulle intenzioni di proseguire su questa strada imponendoci la formazione obbligatoria sulla DAD, la reintroduzione dei meccanismi premiali, l’allungamento del calendario scolastico e l’ingresso del settore privato nelle scuole attraverso i patti di comunità.

 Per questo è urgente porre all’ordine del giorno una visione diversa ed alternativa alla gestione pre-Covid: oggi i soldi ci sono e sono molti, non possiamo permettere che i fondi previsti per la scuola nel Recovery Plan siano destinati in via quasi esclusiva alla digitalizzazione e al legame con l’impresa, perché ciò rischia di allontanarla definitivamente dal modello di scuola pubblica previsto dalla Costituzione, che dovrebbe puntare alla formazione del cittadino dotato di strumenti cognitivi e spirito critico, e di trasformarla in una mera agenzia per l’addestramento al lavoro.

 Occorre urgentemente invertire la rotta, con un intervento di risarcimento per i tagli decennali subiti e per un rilancio che poggi su tre obiettivi strutturali che oggi non sono solo possibili, ma anche improrogabili:

1)    ridurre a 20 il numero massimo di alunn* per classe e a 15 in presenza di alunn* diversamente abili; 

2)    aumentare gli organici e assumere tutte le precarie e tutti i precari con concorsi per soli titoli, a partire da* docenti con 3 anni scolastici di servizio e dagli Ata con 24 mesi; 

3)    intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei ad una scuola in presenza e in sicurezza.

 Tre obiettivi su cui è possibile costruire un’ampia convergenza dentro e fuori dalle scuole. Il 26 Marzo è uno sciopero non solo sindacale ma anche politico e sociale per un diverso modello di scuola. I COBAS hanno condiviso questo percorso a livello nazionale con il movimento di Priorità alla scuola e con il Coordinamento nazionale dei precari scuola per promuovere nel maggior numero di città mobilitazioni che coinvolgano tutto il popolo della scuola pubblica: docenti, Ata, studenti, genitori e, in generale, cittadini democratici. Ad oggi sono più di 60 le città dove il 26 marzo si svolgeranno le manifestazioni.

 A Trieste saremo in Piazza Unità alle ore 11 insieme a Priorità alla Scuola, Unione degli Studenti, Link Coordinamento Universitario, NonUnaDiMeno Trieste, insieme ad alunn*, studenti, famiglie e a chi in questi mesi si sta battendo per una scuola sicura, aperta e capace di svolgere il ruolo che la Costituzione le ha assegnato.

"Dimenticati a distanza": oltre 200 persone in piazza Unità chiedono la scuola in presenza (FOTO)

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