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Sede Fernetti, Siap: "Non è luogo idoneo alle attività di Polizia"

"Il cd. “HUB” per l'immigrazione clandestina di Fernetti presenta “ingredienti pregiudizievoli” della tutela umanitaria dei migranti, non esiste alcun presidio sanitario o di screening al fine di garantire la tutela dei migranti, degli operatori e della salute pubblica"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa di SIAP.

Il SIAP di Trieste, raccogliendo le diffuse e legittime doglianze del personale interessato, è costretta a tornare sulle problematiche evidenziate e sulle quali aveva ricevuto ampie rassicurazioni circa la loro soluzione. Si evidenziano le criticità e inadeguatezze logistiche dei luoghi e delle dotazioni individuati dall'Amministrazione presso la sottosezione di polizia di frontiera di Fernetti, coefficienti di rischio per gli operatori e gli attori soggetti alle operazioni (pubblico), e l’inadeguatezza organizzativa del percorso di prima accoglienza dei migranti. L’area operativa sita a Fernetti non è luogo idoneo alle attività di Polizia per gli spazi ristretti, senza parlare del mini-parcheggio dei veicoli che risulta stracolmo. Il cd. “HUB” per l'immigrazione clandestina di Fernetti presenta “ingredienti pregiudizievoli” della tutela umanitaria dei migranti, non esiste alcun presidio sanitario o di screening al fine di garantire la tutela dei migranti, degli operatori e della salute pubblica, inoltre, “quest’ultimo avamposto”, presenta gravi criticità sulla qualità di vita degli alloggiati e degli operatori, compressi in spazi sovraffollati, con disagi di origine igienico-sanitario e psico-fisico date dall'emergenza, la mancanza di personale e di mezzi idonei per svolgere l’attività di polizia, mancanza di servizi igienici per contemperare le esigenze varie, senza parlare delle temperature interne dei locali che raggiungono oltre i 35 gradi. Inoltre, gli operatori di polizia provvedono di “propria iniziativa umanitaria” alle prime fasi di accoglienza, fornendo abiti asciutti e beni di prima necessità, anche utilizzando i propri “crediti” alle macchine distributrici di bevande e snack presenti, la mensa presenta ancora problematiche di fornitura alimenti come già segnalato, e spesso risulta chiusa. La nostra solidarietà va ai colleghi che lavorano in quelle fasce confinarie dimostrando professionalità, umanità, senso del dovere e sacrificio, nonostante lavorino in sofferenza da tutti i punti di vista. Il Siap di Trieste chiede a gran voce l’individuazione di un’altra area di controllo dell’immigrazione, e continuerà senza sosta a farsi portavoce delle legittime aspirazioni di questi colleghi che chiedono solo di poter svolgere il loro servizio in modo conforme alle norme vigenti.

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