Tagliamento patrimonio dell'Unesco, la Maggioranza boccia la mozione

Secco "no" dei consiglieri di Maggioranza, che hanno parlato di "strumentalizzazione in quanto non si fa alcun accenno alla salvaguardia delle popolazioni rivierasche e dei territori circostanti". A presentare la mozione 184 era stato il primo firmatario, il capogruppo di Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo

Bocciata la mozione "Il Tagliamento, re dei fiumi del Friuli Venezia Giulia, diventi patrimonio Unesco". L'avevano presentata all'Aula i consiglieri regionali delle Opposizioni, riscontrando però da subito la contrarietà dei consiglieri di Maggioranza, che hanno parlato di "strumentalizzazione in quanto non si fa alcun accenno alla salvaguardia delle popolazioni rivierasche e dei territori circostanti", come affermato per prima dalla leghista Maddalena Spagnolo. Il documento alla fine è stato, perciò, respinto.

La mozione

A presentare la mozione 184 era stato il primo firmatario, il capogruppo di Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo, che tra l'altro aveva ricordato "quanto già prevede la legge regionale 11/2019 ove disciplina altresì le condizioni per il sostegno, da parte della Regione, ai progetti di inserimento dei beni culturali, anche immateriali, siti sul nostro territorio, nella lista del patrimonio culturale mondiale dell'Unesco". "Lungo il corso del Tagliamento - aveva aggiunto Moretuzzo - vi sono tre siti Natura 2000, denominati Valle del Medio Tagliamento (all'interno della quale è compresa la Riserva naturale regionale del lago di Cornino di 510 ettari), Greto del Tagliamento e Bosco di Golena del Torreano, oltre al sito in prossimità della foce del Tagliamento denominato Pineta di Lignano. Pertanto, l'amministrazione regionale ha già formalmente affermato l'importanza di tale corridoio fluviali, riconoscendo il suo carattere di unicità. E lo ha fatto anche sottoscrivendo con il WWF European Alpine Programme un protocollo di intesa riguardante l'area di detto fiume per la sua candidatura a riserva della biosfera del programma Mab (Man and Biosphere - Uomo e biosfera) dell'Unesco". "Si tratta sicuramente di un'opportunità importante - aveva fatto presente il consigliere - ma, in considerazione dell'unicità e dell'importanza del Tagliamento, risulta sicuramente più interessante considerare la candidatura a bene Unesco".

Un secco "no"

A poco sono valse le parole, tra l'altro, di Mariagrazia Santoro (Pd), che aveva sottolineato che "un riconoscimento Unesco non comporta vincoli, mentre è una adesione volontaria a un protocollo di valori che ci si impegna a rispettare pena il decadimento del riconoscimento". Inoltre, era semplicemente "impensabile che non si voglia tutelare la vita dei cittadini e salvaguardare le aree limitrofe. Questo semmai avviene permettendo di continuo costruzioni in deroga e nuovo sfruttamento di suolo". A risponderle era stato Franco Mattiussi (FI): "Vero, di suo non è un vincolo, ma è altrettanto vero che l'Unesco non permette certe iniziative pena la perdita della certificazione, come ad esempio agli impianti sciistici della zona bolzanina non sono consentite costruzioni o modernizzazioni. Perciò, in realtà, quelli con l'Unesco sono impegni che portano vincoli". Altri esponenti della Lega, tra cui Stefano Turchet e il capogruppo Mauro Bordin, hanno suggerito, invano, di ritirare la mozione per una sua presentazione in sede di Commissione consiliare per poterla riscrivere cercando un più ampio consenso, oppure esplicitare la salvaguardia della sicurezza idraulica, del territorio e della popolazione circostante. Ma da Moretuzzo, che ha fatto presente come il testo fosse a disposizione da giorni anche per suggerire modifiche, c'è stato un secco no.

Scoccimarro punta ad un progetto più ampio

Intanto l'assessore alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, era intervenuto per rendere noti gli aggiornamenti degli interventi della Regione, improntati in particolare a un progetto più ampio. "Da un anno - aveva spiegato Scoccimarro - stiamo lavorando al riconoscimento di patrimonio dell'Unesco del chiamiamolo universo Tagliamento, comprese le sorgenti del Piave che sono dall'altra parte del displuvio montano rispetto alle sorgenti del fiume e le opere derivatorie e di bonifica del Medio e Basso Friuli realizzate nel Medio Evo, nel 1800 e negli anni 1920-1940, che possiamo definire le cattedrali della bonifica".

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