Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Tassa di soggiorno, Giunta regionale: «Equiparare comuni capoluogo ai comuni turistici»

Su proposta del vicepresidente Sergio Bolzonello, e dell'assessore Paolo Panontin, la Giunta regionale ha deciso di proporre un emendamento alla manovra di assestamento di bilancio, in tema di tassa di soggiorno, per equiparare i comuni capoluogo ai comuni turistici.

Su proposta del vicepresidente e assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello, e dell'assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin, la Giunta regionale ha deciso di proporre un emendamento alla manovra di assestamento di bilancio, in tema di tassa di soggiorno, per equiparare i comuni capoluogo ai comuni turistici.

Contestualmente la nuova norma (che va ad emendare su questo tema la legge regionale sulla finanza degli enti locali, approvata dal Consiglio la scorsa settimana) prevede che la Giunta emani un apposito regolamento di attuazione e individuazione dei comuni turistici; e lo farà solo quando se ne ravviseranno le condizioni. Di fatto, dunque, la tassa di soggiorno rimane nell'impianto legislativo sulla finanza locale unicamente come ipotesi.

Tuttavia la reale applicazione viene demandata ad un successivo atto giuntale, e, in ogni caso, senza prescindere da un costruttivo confronto con le categorie economiche. In Italia l'imposta o tassa di soggiorno fu istituita nel 1910, abolita nel 1989 in occasione dei mondiali di calcio e successivamente reintrodotta con due decreti legge: nel 2010 per Roma e l'anno successivo per tutti i comuni italiani. Il gettito è destinato a finanziare in interventi in materia di turismo, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali e relativi servizi pubblici.

Attualmente la tassa è applicata dall'8% dei comuni italiani, che però rappresentano il 53% della intera ricettività. Fino alla legge sulla finanza locale, il Friuli Venezia Giulia era rimasto l'unica regione in Italia a non aver previsto la tassa nella propria disciplina fiscale. Tassa che in ogni caso non è obbligatoria, ma assolutamente facoltativa. La legge (sia nazionale che regionale) prevede infatti che siano i Comuni a decidere di introdurla. Ma, come detto, sarà prima necessario un regolamento regionale. 

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