Via al triennio di cantieri per 110 milioni: oltre 70 su scuola, strade e sport

Le due aree di intervento rappresentano più del 50 per cento degli investimenti presentati oggi pomeriggio dall'assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, dal sindaco Dipiazza e dall'assessore al Bilancio Polidori. Nell'articolo le specifiche

Negli ultimi 25 anni Trieste ha cambiato il suo volto, operazione possibile anche grazie al lavoro sulle opere pubbliche. Se da un lato la trasformazione urbanistica non può dirsi ancora completa, dall’altro il fabbisogno della città in termini di cantieri pubblici cresce così tanto da "imporre" ben 110 milioni di euro di investimenti nel triennio 2020-2022. La notizia è stata data in una conferenza stampa oggi 21 febbraio alla quale sono intervenuti il sindaco Roberto Dipiazza, il vicesindaco con delega al Bilancio Paolo Polidori e l’assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, oltre ad una folta rappresentanza di consiglieri comunali.

Quasi 100 milioni di entrate

Grazie ad un finanziamento derivante dagli oltre 96 milioni di entrate in conto capitale – tra le quali spiccano i quasi 22 milioni di alienazioni di immobili, i contributi statali e regionali pari a 33 milioni e i 21 milioni provenienti dall’avanzo di amministrazione – i prossimi tre anni dovrebbero vedere l’apertura di decine di cantieri, soprattutto nel campo dell’edilizia scolastica e facendo leva sul “cavallo di battaglia” delle giunte Dipiazza, vale a dire gli interventi stradali.

Strade, marciapiedi e scuole pesano per quasi 60 milioni 

Queste due voci infatti rappresentano oltre il 50 per cento degli investimenti: strade e marciapiedi “pesano” per quasi 26 milioni, mentre le scuole verranno rimesse a nuovo grazie a oltre 37 milioni di euro. Ad emergere poi nel piano triennale sono anche i 9 milioni e 685 mila euro destinati agli interventi sugli impianti sportivi e per il settore degli spettacoli. Per quanto riguarda gli impianti, da sottolineare l’investimento sulla nuova cittadella della Triestina nell’area dell’ex campo del Ponziana e il lavoro di ristrutturazione e sistemazione di campo Cologna.

Aree verdi, sport e trasporti

“E’ un piano delle opere concreto – ha affermato Elisa Lodi – e che va ad incidere su vari settori della quotidianità, dall’edilizia nelle scuole fino ai trasporti”. Non è un mistero che il “caso” del tram di Opicina rappresenti un vero e proprio cruccio per l’amministrazione targata Dipiazza. “Destineremo 3 milioni e mezzo di euro al tram” ha chiarito l’assessore ai Lavori Pubblici. “Anche sulle aree verdi abbiamo voluto dare un segnale molto forte”. Sono infatti quasi 7 i milioni di euro che verranno destinati per la sistemazione di giardini e parchi urbani, nonché sul terrapieno di Barcola, il quale necessita comunque di un intervento importante di bonifica.

Piazza Foraggi, Roiano e molto altro

“Metteremo anche quasi 10 milioni sul cantiere della galleria di piazza Foraggi” ha confermato la Lodi. Roberto Dipiazza, che in anteprima ha mostrato il rendering “ancora in gara” della piazza di Roiano, ha ricordato la trasformazione che la città ha subìto negli ultimi 20 anni. Dopo aver incassato l’endorsment dei fedelissimi di Forza Italia, che con il capogruppo Alberto Polacco ha sottolineato come “l’impatto sulle opere pubbliche non sia un caso, bensì una vera e propria filosofia”, il primo cittadino ha rivendicato l’impegno delle amministrazioni da lui guidate. “Dal 2001 al 2021 questa città è cambiata. Tutto ciò lo dobbiamo al grande lavoro che abbiamo svolto in questi 20 anni”. 

Il pramatismo di Polidori

“Non sono un keynesiano convinto – ha concluso Paolo Polidori – per il semplice fatto che gli investimenti non servono quando vengono realizzati in maniera disinteressata, al contrario, funzionano quando sono ben fatti”. Il pragmatismo dell’esponente leghista proviene dalla delega al Bilancio che lui stesso detiene dal valzer di nomine conseguente al terremoto nel post “rimborsopoli”.

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L'esempio delle azioni Hera

“Uno degli esempi di buona amministrazione è quello legato alle azioni Hera di cui il Comune è proprietario. Il loro valore è alto e abbiamo deciso di non venderle, proprio per cercare di farle fruttare ancora di più”. Un gruzzoletto che, stando a quanto riferito dallo stesso vicesindaco, “è di 220 milioni di capitale, con circa 600 mila euro di entrate annuali”.

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