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Turismo, Campo Marzio diventerà la prima stazione-museo

Un progetto da 18 milioni: previsto anche il primo albergo a tema ferroviario, una zona dedicata alla ristorazione e grandi superfici vetrate combinate all’originale architettura austro-ungarica

Si va verso la riqualificazione della vecchia stazione di Campo Marzio, con quello che sarà il primo albergo a tema ferroviario in Italia, una zona dedicata alla ristorazione e grandi superfici vetrate combinate all’originale architettura austro-ungarica. Un progetto da 18 milioni di Euro, di cui 5 già stanziati, 5 a carico dei privati e altri 8 che, come precisato dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga «dovranno essere finanziati dalle istituzioni europee, dal governo e dalle stesse Fs per quella che sarà la prima stazione-museo d'Italia». 

Il progetto (che prevede anche il potenziamento della tratta storica "Pedemontana" Sacile-Gemona del Friuli) comprende anche il collegamento tra la stazione di Campo Marzio e il Castello di Miramare, il cosiddetto “Rondò di Trieste”, che verrà attivato nel 2019 con il completamento dei lavori della prima ala della stazione, quella che si affaccia a via Giulio Cesare. Un percorso di circa 2 km che attraversa il Carso Triestino, panoramico, ecologico e che si rivolge a «un turismo in modalità dolce e sostenibile». Queste le parole usate da Luigi Cantamessa, presidente della Fondazione Fs Italiane stamattina, 16 luglio, in conferenza stampa insieme al presidente della Regione.

«Com’è accaduto con lo straordinario successo della locomotiva sulla Sacile-Gemona – ha dichiarato Cantamessa -, si andrà ad attirare un turismo colto, in grado di alimentare le microeconomie locali, perché questo tipo di turisti visitano i musei e consumano prodotti locali». 

La futura gestione del museo ferroviario di Campo Marzio sarà affidata all'associazione dei volontari, che in questi anni ha tenuto aperto al pubblico lo spazio espositivo, e con la quale la Rete ferroviaria italiana ha siglato oggi una convenzione alla presenza del presidente Fedriga che, dopo aver ringraziato i membri dell'associazione per il lavoro di conservazione e di custodia, ha espresso la necessità di «sfruttare questa opportunità per valorizzare le peculiarità del territorio regionale e ampliare l'offerta turistica, che si preannuncia di livello internazionale». 
 

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