Via alla tassa di soggiorno a Trieste, ma Comune e albergatori litigano in Consiglio

La promessa dell'assessore Bucci fa si che anche Pd e M5s votino il regolamento: esenzione per gli agenti in servizio, ma non per i richiedenti asilo

Una lunghissima seduta pomeridiana di Consiglio comunale da il via, tra lo scontento degli albergatori mitigato dalle promesse dell'assessore al Turismo Maurizio Bucci, all'introduzione dell'imposta di soggiorno a Trieste. Gli addetti ai lavori, appoggiati in aula dell'opposizione (Pd - M5s) contestavano al Comune l'irregolarità di votare un regolamento senza prima aver stabilito le poste precise, mentre Bucci ha sottolineato più volte di voler stringere un accordo con le categorie al riguardo.

La norma regionale prevede una tassa di soggiorno compresa fra gli 1 e i 2,5 euro a notte fino a un massimo di cinque giorni (la cifra cambia a seconda della struttura ricettiva).  «L'indirizzo della legge regionale è che i fondi ricavati dall'imposta vengano ripartiti in seguito a un accordo fra Comune e categorie - ha ricordato Maurizio Bucci -, e questa è anche la volontà politica del centrodestra. Quei fondi non verranno usati per riparare i marciapiedi o pagare gli stipendi dei comunali».

Se l'assessore ricorda che ci sono stati già incontri con Federalberghi, il presidente Guerrino Lanci, presente in aula con alcuni albergatori che a un certo punto hanno anche lasciato l'aula per protesta, ha commentato: «Ci son ostati due incontri che non hanno portato a un esito. Resta il fatto che il regolamento del Comune, all'articolo 2, prevede che l'ente locale decida della ripartizione dei fondi in sede di bilancio. La legge regionale, all'articolo 5, dice invece che devono essere concertati con le categorie. Secondo noi la legge regionale prevale».

Dopo una sopsensione della seduta su richiesta della maggioranza che si è riunita per discutere anche insieme al sindaco, c'è stato un secondo intervento di Bucci che ha rassicurato che «in bilancio vengono inserite delle voci ampie, non si parla dei fondi destinati a questo o quel volantinaggio promozionale. Ciò non contrasta quindi con il fatto che dopo l'approvazione del regolamento, il Comune incontri le categorie per stabilire come impiegare i fondi nel dettaglio».  

Alla fine del dibattito in Aula, il regolamento è passato con voto favorevole all'unanimità, comprese le opposizioni che hanno preso atto dell'impegno dell'assessore al Turismo con l'invito dell'ex sindaco dem Roberto Cosolini «a un pieno coinvolgimento e di un'intesa che sarebbe meglio per il turismo e faccia scelte non condivise e magari "poco centrate"» e il capogruppo M5S Paolo Menis a sottolineare che «il ricorso al Tar del Comune lascia intendere una poca disponibilità a cooperare da parte dell'ente. Le parole dell'assessore in aula sembrano andare in direzione opposta. Mi auguro che ciò segni l'inizio di un nuovo rapporto tra Comune e categorie». 

Quanto agli emendamenti, da sottolineare il passaggio di quello presentato da Paolo Menis (M5s) che chiedeva l'esenzione del pagamaneto per agenti di pubblica sicurezza in missione, mentre è stato bocciato quello di Fabiana Martini (Pd) che chiedeva l'esenzione per i richiedenti asilo «in quanto la collocazione in strutture recettive è fuori dalla loro volontà».

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