Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Università

Nuovi programmi formativi e figure professionali per incentivare la tutela del mare

Ricerca ed educazione sono stati due temi chiave del Barcolana Sea Summit: se a oggi l’81% dei fondali marini è ancora inesplorato, è necessario fare ricerca, iniziare missioni esplorative e intraprendere programmi di educazione e formazione per conoscere davvero l'oceano

Si è conclusa venerdì 8 ottobre l'edizione 2021 del Barcolana Sea Summit: l’appuntamento che per la prima volta ha unito aziende, istituzioni, centri di ricerca, università e autorità portuali per una discussione aperta sullo stato di salute dei mari e degli ecosistemi acquatici.

I nuovi corsi di studio

Tanti gli interventi: una "Trieste scientifica"  grazie ai suoi prestigiosi istituti di ricerca come l’Istituto Nazionale di Oceanografica e di Geofisica Sperimentale - OGS, l’Università - che ha fatto da sfondo alla seconda giornata di Sea Summit, dedicata al ruolo della scienza nella protezione e tutela del mare e all’impatto e l’impegno che il settore privato può avere. Dai nuovi corsi di studi come la Laurea Magistrale in “Gestione integrata marina in costiera”, annunciata dal rettore dell’Università degli Studi di Trieste Roberto di Lenarda e attiva a partire dal 2022, all’Advanced Master in Sustainable Blue Growth, in preparazione presso l’OGS, rappresentato in sala dal Presidente Nicola Casagli, emerge subito l’esigenza di riscrivere i programmi formativi e creare nuove figure professionali in grado di svolgere le funzioni complesse che la ricerca e la tutela del mare ci richiedono all’insegna della trans e multidisciplinarità.

Ricerca ed educazione sono stati i temi chiave della giornata, perché se a oggi l’81% dei fondali marini è ancora inesplorato, è chiaro quanto sia necessario fare ricerca, iniziare missioni esplorative e intraprendere programmi di educazione e formazione per conoscere davvero l’Oceano.

Paola Dal Negro, direttore dell’OGS ha ricordato che è indispensabile alla nostra sopravvivenza comprendere il funzionamento dell’Oceano, che compone per il 71% il nostro “pianeta blu”. Dal punto di vista della ricerca, Stefano La Porta, Presidente Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA e Sistema Nazionale Protezione Ambientale - SNPA, sottolinea come l’attività di monitoraggio sia fondamentale in generale ma in particolare per il Mediterraneo che, con il solo 0,3% del volume totale dei mari, ospita il 7% delle specie marine identificate a livello globale con circa il 2% endemico, tra cui il corallo rosso e la posidonia oceanica.

Colmare i gap di conoscenza quindi, integrare la tutela della biodiversità nelle politiche di governi e istituzioni, e sviluppare programmi educativi che restituiscano la complessità del problema e dell’analisi necessaria a comprendere e quindi salvare il mare. La formazione e l’educazione sono fondamentali alla creazione di consapevolezza per tutte le parti, ma sono anche indispensabili alla creazione di nuove figure professionali in grado di contribuire a questa importantissima missione che la nostra società ha.

Sostenibilità del mare: premiati due studenti

E non è finita qui: il tema della tutela del mare sta molto a cuore ai ragazzi del Friuli Venezia Giulia. Sono stati premiati due studenti degli istituti di istruzione superiore “Enrico Mattei” di Latisana, Lignano Sabbiadoro e del Liceo Classico e Linguistico Petrarca di Trieste, per due progetti legati alla sostenibilità del mare. Rispettivamente, uno relativo al monitoraggio dello stato ambientale dell’ecosistema marino e lagunare mediante l’utilizzo di droni (Latisana), l’altro relativo al riconoscimento della funzione storica degli stagni carsici (Trieste).

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