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11.000 Firme per Riportare in Ospedale il "Metodo Zamboni"

La petizione promossa dall'Associazione CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebro spinale), che chiede il ripristino immediato delle prestazioni di diagnosi e trattamento della CCSVI nei pazienti con sclerosi multipla all'interno del Servizio...

La petizione promossa dall'Associazione CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebro spinale), che chiede il ripristino immediato delle prestazioni di diagnosi e trattamento della CCSVI nei pazienti con sclerosi multipla all'interno del Servizio sanitario e l'avvio di centri di diagnosi e cura per il suo trattamento, sottoscritta da quasi 11.000 persone, è stata illustrata dalla vicepresidente nazionale Silvia Chinellato alla III Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Giorgio Venier Romano (UDC). La CCSVI è una patologia dell'apparato circolatorio che colpisce ad ampio spettro, uomini e donne, giovani e anziani.
Da una recente scoperta del prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro malattie vascolari dell'Università di Ferrara, questa patologia risulta fortemente associata alla sclerosi multipla.
Purtroppo, gli interventi di angioplastica dilatativa sono stati bloccati a causa del recepimento restrittivo, da parte della direzione regionale alla Salute, della circolare ministeriale della scorsa primavera.

Così oggi, per certificare questa patologia bisogna andare in Slovenia a Portorose, oppure a Padova o a Trento e per l'intervento chirurgico, se si ha la fortuna di riuscire a inserirsi nella lista d'attesa di qualche Regione che ha deciso di continuare a fornire la prestazione, lo si ottiene tramite il Servizio sanitario, sennò bisogna rivolgersi all'estero o al privato, con costi dai 5 ai 20.000 euro.
Eppure - è stato ribadito - si tratta di un intervento a basso rischio, nella metà dei casi non ne servono altri e sempre almeno il 50% di chi vi si è sottoposto ha avuto grandi benefici, con un netto miglioramento della qualità della vita.

Purtroppo - ha concluso la Chinellato - si guarda più all'aspetto scientifico senza rendersi conto del dramma sociale.
E anche in termini economici sarebbe quanto mai opportuno riprendere gli interventi, perché il trattamento farmacologico della sclerosi multipla costa ogni anno allo Stato due miliardi e 400 milioni di euro, le medicine sono carissime, mentre qui si sta parlando di un intervento di angioplastica in day hospital a basso costo.

Dopo una serie di interventi di approfondimento la Commissione, consapevole della gravità del problema, ha deciso di discutere in tempi rapidissimi la petizione per portarla all'attenzione dell'Aula quanto prima, così da dare una risposta chiara a quanti oggi soffrono di questa patologia.


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