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Spazi verdi per cani: 80 mila euro per le aree di sgambamento in città

Ulteriori quattro aree richieste dai cittandini e adeguamento di alcune delle cinque già esistenti. Mozione presentata dal Piero Camber (Fi) condivisa nei principi dagli assessori Lobianco e Lodi. Da ritagliare nel bilancio 80 mila euro

Una delle "diatribe" cittadine che contrappone una categoria di cittadini a un'altra altrettanto numerosa è quella relativa alle aree verdi per cani. Come noto sono circa 20 mila gli amici a quattro zampe registrati in città, di cui molti sono animali che hanno un naturale bisogno di "sgambare" in aree verdi. Alcune zone del Carso escluse, in città sono davvero poche le aree verdi dedicate. Piero Camber, capogruppo di Forza Italia, ha presentato così una mozione che tenta di mediare tre le posizioni degli amanti/proprietari e i non amanti/critici verso i proprietari incivili.

In virtù della legge regionale 5 del 2015, il Regolamento comunale sulla tutela e il benessere degli animali, Camber chiede agli assessori competenti e al sindaco «di istituire zone verdi di sgambamento, almeno una per circoscrizione, se non per quartiere. Possibilmente zone abbandonate e degradate (ovviamente riqualificate) individuate con l'ausilio delle circoscrizioni stesse e coinvolgendo veterninari e associazioni cinofile/ambientaliste. Le aree andranno opportunamente recintate, dotate di almeno una panchina, di un contenitore per la raccolta delle deiezioni e una fontanella; meglio ancora sarebbe considerare un'eventuale zona di ambientazione». 

«Mozione condivisibile per un aspetto non trascurabile: vuole individuare siti ora non fruibili e quindi evitare la conflittualità». Condivide gli intenti della mozione l'assessore ai servizi zoofili Michele Lobianco: «Ovviamente bisognerà farle a norma e all'avanguardia, ma il tema però è la gestione: prima di farle gestire a un'associazione bisogna decidere se, una volta individuate, farle riqualificare e gestire alle associazioni oppure prima riqualificarle e poi darle in gestione».

Infatti il problema come spesso accade sta nei costi. Discorso chiarito dall'assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi: «Avevo già affrontato con gli uffici la questione e avevo già fatto dei sopralluoghi (con i consiglieri forzisti Babuder e Cavazzini a Opicina, ndr). Per ora l'area lavori pubblici ha disposto cinque aperture, ma sono effettive solo due. Vanno ascoltati si le associazioni e i proprietari, ma anche i cittadini (molti sono quelli che si potrebbero lamentare dell'abbaio dei cani). Comunque sono state individuate altre quattro zone, oltre alle altre tre da risistemare e adeguare alle necessità dei fruitori. Il costo complessivo per queste nove aree è stimato sui circa 80 mila euro, da trovare nel prossimo bilancio».

La mozione è stata licenziata con un accordo condiviso da tutte le parti politiche sugli intenti e ora dovrà superare il vaglio del Consiglio comunale

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