Chiusura del call center Esatto, Cason (Ld): «Spesi 180mila euro in 10 mesi per un servizio poco utile»

«L'ente possiede già il proprio centralino telefonico dedicato al call center, acquistato nel 2014 per ca 40.000 euro»

In merito al blocco del call center di Esatto a causa del fallimento della società affidataria, si esprime il consigliere comunale Roberto Cason quale presidente della II commissione consiliare del Comune di Trieste, competente sulla riscossione dei tributi locali. «Avevo già lanciato un primo allarme - ricorda Cason - sulle criticità del call center romano durante la seduta del Consiglio comunale dd. 21 dicembre 2016 nell’occasione dell’approvazione del contratto di affidamento del servizio tra Comune e Esatto. Gli operatori del call center romano, fino ad oggi, non hanno mai risolto realmente al telefono i problemi dei cittadini sui vari tributi locali Imu, Tari e Tasi, fornendo solo mere informazioni generali (scadenze) e sulla posizione personale, invitando poi l’utente a presentarsi direttamente agli sportelli di Esatto per le opportune “sistemazioni”».

«Ricordo - prosegue il consigliere - che gli attuali operatori di Esatto sono già formati adeguatamente per fornire un’assistenza telefonica ai contribuenti e da sempre rispondono direttamente al telefono su altri tributi come Cosap, imposta affissioni, impianti termici, Sis. Esatto già possiede il proprio centralino telefonico dedicato al call center, acquistato nel 2014 per ca 40.000 euro (esattamente  39.236),ma questo, per vari motivi non ben definiti, non è stato mai avviato, è praticamente nuovo e sarebbe pronto per essere messo in funzione internamente dagli stessi operatori di Esatto».

«Nel 2015 - spiega ancora Cason - Esatto ha speso 180.000 euro in 10 mesi per il call center esterno. Al netto della spese telefonica "numero verde" quanti lavoratori potrebbero essere assunti? Pertanto concordo con la decisione del presidente Polacco e del direttore generale Fermo di voler internalizzare da subito il servizio di call center auspicando che questa sia la scelta definitiva: si potrebbero creare quindi, in sostituzione dell’appalto esterno che potrebbe finire, come abbiamo visto, in ogni città, nuovi posti di posto di lavoro a favore dei nostri cittadini, offrendo sicuramente un servizio migliore ai contribuenti». 

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«La società di riscossione dei tributi del Comune di Trieste - conclude - non può permettersi di rischiare black out su un servizio di assistenza così importante, e a cui i cittadini sono abituati soprattutto durante le scadenze fiscali a causa di fallimenti o altri problemi di imprese appaltrici esterne. Il Call center di Esatto deve essere monitorato costantemente e gestito in autonomia».

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