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Comuni, Tondo (Ar): «La Regione deve dialogare con il territorio, basta ricatti e minacce»

«Alimentare la guerra istituzionale tra diversi livelli amministrativi è controproducente e ci porta a sbattere contro una situazione di pericolosa paralisi progettuale e amministrativa»

«Un fallimento annunciato che ha prodotto scontri istituzionali, ricorse e battaglie legali. Questa è, in sintesi, la riforma degli enti locali della Giunta Serracchiani. Non cerchiamo il capro espiatorio, sarebbe troppo comodo. Troviamo una soluzione. Quale? Il primo passaggio è eliminare qualsiasi meccanismo coercitivo: la Regione deve dialogare con il territorio, non può ricorrere sistematicamente a ricatti e minacce»

Così Renzo Tondo, presidente del gruppo di Autonomia Responsabile in Consiglio regionale.

«Alimentare la guerra istituzionale tra diversi livelli amministrativi - prosegue - è controproducente e ci porta a sbattere contro una situazione di pericolosa paralisi progettuale e amministrativa. Quando saremo al governo, dovremo pazientemente riportare il dibattito politico in un alveo di correttezza istituzionale e reciproca disponibilità a cercare una mediazione. Le poste puntuali e le ennesime scaramucce di questi giorni certificano un naufragio normativo senza precedenti. Decapitare politicamente i colpevoli mi interessa relativamente, dobbiamo ritrovare un rapporto equilibrato con il territorio per dare servizi ai cittadini. Pensiamo ai servizi e alla modalità di erogazione dei fondi, ricordiamoci che questa Regione ha una tradizione di amministrazione virtuosa, non di politica urlata e finte riforme da elencare quando si riunisce la direzione del Pd».

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