Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Elezioni Rsu 2018: Flp non firma il "Contratto delle funzioni centrali"

«Non si può dire sempre di si e rassegnarsi alle violazioni dei diritti civili anche se ciò comporta dei costi e delle ritorsioni»

 La Flp (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha deciso di non firmare il testo definitivo del Contratto delle Funzioni Centrali sottoscritto il 12 febbraio 2018.

Così dichiara Flp in un comunicato: «Riteniamo doveroso che una Federazione che si dichiara “libera, autonoma e indipendente”, che rivendica di “non dover rispondere a lusinghe o pressioni di partiti politici” e di non “avere altri padroni se non i propri iscritti”, e che fonda la propria storia sul rispetto della democrazia interna spieghi a tutti i lavoratori, anche non iscritti, i motivi della sua scelta. Che il Contratto sottoscritto: sia inadeguato a recuperare il potere di acquisto perso negli ultimi dieci anni dai lavoratori; violi la sentenza della Corte Costituzionale, ottenuta dalla Flp, che prevede un recupero economico a partire dal 2015 e non dal 2016; preveda addirittura un salario “a gambero” prevedendo una riduzione di stipendio, a partire dal 1 gennaio 2019, per i lavoratori che avranno l’assegno perequativo; non crei possibilità di recupero di efficienza e di risorse economiche, ponendo tetti e vincoli ai fondi aziendali; sia peggiorativo sul sistema delle relazioni sindacali e dei diritti dei lavoratori rispetto ai precedenti contratti, nonostante ci fosse la possibilità di superare appieno le restrizioni della “riforma Brunetta”».

Flp ritiene inoltre che il contratto «rinvii alla solita commissione paritetica (ricordate quella della L. 312/80?) la riforma degli ordinamenti professionali, con riflessi non solo sull’efficienza delle amministrazioni centrali, ma anche sulla motivazione dei lavoratori, fermi in una palude senza possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità professionali; peggiori le condizioni di vita dei lavoratori, ne pregiudichi il diritto alla salute e si occupi principalmente di sanzioni disciplinari e di punizioni economiche collettive (unica vera funzione dell’organismo paritetico per l’innovazione); metta assieme tre comparti con storie e legislazioni abbastanza diverse, evitando di prevedere sezioni speciali che ne salvaguardino la specificità, come avvenuto nell’altro comparto accorpato della Istruzione e Ricerca, danneggiando in tal modo la funzionalità delle pubbliche amministrazioni e danni economici ai lavoratori»

«Non si può dire sempre di si e rassegnarsi alle violazioni dei diritti civili - continua Flp -, anche se ciò comporta dei costi e delle ritorsioni. Noi riteniamo che in questo contratto, indipendentemente dalle mancate risorse economiche, ci siano almeno tre violazioni fondamentali che vanno portate all’attenzione dei giudici: 1 - compressione della democrazia e della libertà sindacale, prevedendo l’esclusione dalle trattative decentrate dei sindacati che, pur rappresentativi, decidano, dopo aver partecipato alle trattative, di non firmare il CCNL (art. 7 CCNL), in violazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 231, ottenuta nel 2013 da FIOM e CGIL contro l’esclusione da parte di FIAT per non aver firmato il CCNL di gruppo; 2 - mancata esecuzione della disposizione della Corte Costituzionale che impone di rinnovare il contratto anche per l’anno 2015; 3 - mancata previsione della salvaguardia delle norme speciali che hanno costituito gli enti e agenzie confluite nel Comparto Funzioni Centrali, attraverso la creazione di sezioni speciali, che consentirebbero di mantenere la loro funzionalità ed efficacia, in particolar modo nella lotta all’evasione fiscale e previdenziale, oltre ad assicurare la sicurezza del lavoro e le tipologie organizzative delle singole amministrazioni».

«E su questi punti - concludono -, a partire dal primo che incide sulla possibilità di rappresentare i lavoratori sui tavoli negoziali, chiederemo ai giudici di pronunciarsi con urgenza per l’eliminazione di norme che riteniamo liberticide. Solo qualora i giudici dovessero darci torto, prenderemmo atto della decisione e del fatto che per tutelare i lavoratori saremmo costretti ad apporre una firma tecnica al CCNL, che ci consentirebbeIMMEDIATAMENTE di ritornare alle trattative decentrate».

https://www.youtube.com/watch?v=-er7BHTR3NY&feature=youtu.be

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