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Euro&Promos diffida Laterza e Moretuzzo, la replica: "No a intimidazioni"

Il tema è quello del presunto conflitto di interessi tra il ruolo di assessore di Sergio Emidio Bini e la società in cui è azionista. Pd, Adesso Trieste, Patto per l'Autonomia e Movimento Cinque Stelle: "Inquietante e inaccettabile che si usi lo strumento dell'intimidazione". Nella diffida Euro&Promos definisce "gravemente diffamatorie" le affermazioni del consigliere comunale Riccardo Laterza. Massolino: "La democrazia non si diffida"

TRIESTE - "E' inquietante e inaccettabile che si usi lo strumento dell'intimidazione, l'arroganza dell'assessore ha raggiunto il culmine, i modi rasentano un metodo che ha poco di politico". Le parole sono quelle di Diego Moretti, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale e tra i protagonisti della conferenza stampa andata in scena in piazza Oberdan nella tarda mattinata di oggi 25 settembre. Tema della convocazione le diffide, fatte pervenire dai legali di Euro&Promos e mostrate durante l'incontro con la stampa, al consigliere comunale di Adesso Trieste Riccardo Laterza e al consigliere regionale del Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo. "Sono stato raggiunto da una lettera di diffida - così Laterza -, ma non ho nessun problema a ribadire le affermazioni fatte, perché la critica politica credo sia nostro diritto e dovere nei confronti della cittadinanza". 

"Il tema non è affatto concluso"

Dopo la battaglia vinta dai sindacati - spinti dalle opposizioni - per alzare lo stipendio dei dipendenti di Euro&Promos impegnati nei servizi museali del Comune di Trieste, secondo Laterza il rialzo "non è sufficiente", con il municipalista che ha chiesto "che nel giugno del 2024, quando scadrà il contratto, non si proceda a rinnovarlo". "Non saranno le lettere a fermarci - ha detto Moretti - e per questo nelle prossime settimane faremo due proposte di legge sul conflitto di interesse, perché l'argomento legato alle vicende passate non è affatto concluso". "C'è una interrogazione in piedi - così invece Roberto Cosolini, del Pd - ed è evidente che ci sono delle incompatibilità tra i ruoli".  

La lettera di diffida

Per Giulia Massolino, consigliere regionale del Patto, "la democrazia non si diffida", mentre per Moretuzzo, che ha sottolineato come "alla nostra richiesta di accesso agli atti sulla compravendita che aveva visto protagonista l'assessore Bini, la Regione abbia risposto che non sono né in possesso, né a conoscenza di documentazione", non ci sarebbe "acrimonia verso Bini o contro chi fa impresa", ma "non possiamo accettare si assuma un atteggiamento intimidatorio: è un passaggio irricevibile, per questo non abbasseremo la testa". A Laterza e Moretuzzo la consigliera capogruppo del Misto Serena Capozzi ha ribadito la propria solidarietà. Per quanto riguarda le diffide, si legge che le affermazioni di Laterza rappresenterebbero "un gratuito attacco nei confronti di un soggetto imprenditoriale dalla ottima reputazione", che "non vince appalti grazie al ruolo dell'assessore" e pertanto "le illazioni sono infondate e gravemente diffamatorie". Una diffida che potrebbe portare, secondo quanto firmato dall'avvocato Luca Ponti, ad un "risarcimento del danno che ci si riserva di richiedere nelle competenti sedi". 

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